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martedì – 16 Dicembre 2025

Croazia: violenze ai confini

In Croazia, il Giorno della vittoria è stato funestato da nuovi sequestri di persone. A inizio agosto, due famiglie somale sono scomparse dal Centro di accoglienza per richiedenti asilo di Zagabria. Dopo che i loro documenti e cellulari erano stati confiscati presso la stazione di polizia di Remetinec, le famiglie sono state portate al confine con la Bosnia Erzegovina. Tra le persone respinte c’era anche una donna al quinto mese di gravidanza.

Il 31 dicembre, la polizia della contea di Sisak-Moslavina ha ricevuto una email riguardo all’annegamento di un giovane pakistano di 22 anni, morto dopo essere stato respinto verso il confine con la Bosnia Erzegovina. Queste storie sono state raccolte nel libro “Igra/The Game”, che rivela la disumanità dei trattamenti riservati ai migranti, compresi respingimenti, diniego di accesso all’asilo e alle cure mediche, violenza amministrativa e brutalità della polizia.

L’autrice del libro, Selma Banich, parla di questo progetto e del suo impegno artistico e civico al fianco dei migranti. Il titolo del libro, “Igra/The Game”, è stato scelto per descrivere il viaggio dei migranti come un gioco di ostacoli e violenze imposte dalla “Fortezza Europa”. L’autrice vuole denunciare la politica migratoria come una negoziazione costante con la morte.

Il libro è un atto di resistenza e un tentativo di mettere a nudo il linguaggio burocratico del potere, smascherandolo al punto da renderlo insostenibile. L’autrice critica la retorica ufficiale che cerca di nascondere la violenza dietro eufemismi e categorie amministrative. Il sequestro di persona, ad esempio, viene definito come “intervento” o “protocollo”, anziché come un reato.

L’autrice si oppone costantemente anche alla militarizzazione e al genocidio a Gaza e ha subito arresti e accuse per il suo impegno. La solidarietà anticoloniale è stata sostituita da un regime di silenzio e paura. La Croazia si schiera con il regime occupante e genocida di Israele, cercando di mettere a tacere chi si oppone a quel regime.

L’amministrazione comunale di Zagabria non sta facendo abbastanza per aiutare i migranti, secondo l’autrice. Il comune si è mosso rapidamente per fornire assistenza ai rifugiati ucraini, ma non ha fatto abbastanza per facilitare il processo di asilo per gli altri migranti. La città di Zagabria ha la possibilità e la responsabilità di intervenire per garantire che non si verifichino respingimenti sul territorio comunale e per evitare che la polizia allontani i migranti da parchi, piazze, ospedali e rifugi.

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