L’azienda Termolan, con sede nella zona del Terrafino ad Empoli, ha annunciato l’intenzione di aprire una procedura di licenziamento collettivo per 18 lavoratori su 59 in organico. La notizia è stata resa pubblica da Giulia Magrini, segretaria SLC Cgil Area Vasta.
Le ragioni di questa decisione sono legate al calo significativo dei volumi degli ordinativi, che ha portato l’azienda a chiudere l’anno precedente con un bilancio in perdita e a prevedere la stessa situazione per il bilancio attuale. Inoltre, l’azienda ha perso clienti importanti nel settore del packaging e ha registrato una stagnazione nel settore edile. Il sindacato aveva già espresso preoccupazione per la mancanza di investimenti e formazione per riconvertire la produzione e aveva sollevato perplessità sulla possibilità di una ripresa significativa nel breve-medio periodo dell’edilizia.
Il sindacato ha quindi contattato l’Unità di crisi della Regione Toscana per cercare soluzioni alternative che permettano la gestione della situazione senza impatti occupazionali, attraverso la riqualificazione e il ricollocamento del personale interessato. Tuttavia, l’azienda ha confermato la sua intenzione di procedere con la procedura di licenziamento collettivo, e il sindacato ha annunciato che proseguirà un confronto serrato con Termolan per ridurre la portata di questa scelta e tutelare le lavoratrici e i lavoratori interessati.
La situazione della Termolan è stata inquadrata in un quadro più generale da Gianluca Lacoppola, coordinatore Cgil Empolese Valdelsa, che ha sottolineato la necessità di innovazione e investimenti per il sistema economico del territorio, attraverso l’introduzione di nuove tecnologie, la diversificazione delle produzioni e l’apertura di nuovi mercati. Lacoppola ha anche espresso preoccupazione per la tendenza a trasformare gli utili in dividendi per gli azionisti anziché in investimenti produttivi.