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domenica – 7 Dicembre 2025

Crisi Saicaf, il glorioso marchio di caffè a Bari sotto pressione

Saicaf, storica torrefazione di caffè con sede a Bari, sta affrontando una situazione difficile che potrebbe mettere a rischio la sua sopravvivenza. Fondata dall’avvocato Beniamino Cipparoli, l’azienda ha presentato al Tribunale di Bari una richiesta per accedere agli strumenti di regolazione della crisi, con l’intenzione di avviare un possibile concordato.

Dal 2021 Saicaf è controllata dal gruppo multinazionale Zanetti, ma la gestione continua ad essere curata dalla famiglia Lorusso, discendenti dell’originario fondatore. Nonostante questo sostegno, l’azienda ha dovuto fronteggiare la pressione della grande distribuzione e i costi elevati delle materie prime, accumulando un debito di circa 13,8 milioni di euro nei confronti di fornitori e istituti bancari.

Il fascicolo è stato affidato alla giudice Valentina D’Aprile, che nominerà a breve dei commissari per gestire la situazione. Saicaf ha richiesto il termine per presentare un piano che, con ogni probabilità, prevedrà un concordato preventivo.

L’azienda ha già ceduto la sede storica in via Amendola, ma possiede immobili significativi, come un bar in corso Cavour, valutato 4 milioni, e un marchio ben noto nel territorio. Tuttavia, la concorrenza crescente e i cambiamenti nel mercato, come l’aumento dei prodotti da banco, hanno influito negativamente sulla redditività operativa.

Il ricorso agli strumenti previsti dal Codice della crisi ha come obiettivo la salvaguardia del valore aziendale, la continuità del business del caffè tostato e la protezione dei posti di lavoro, con l’intento di preservare il marchio e la sua storicità a Bari.

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