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venerdì – 23 Gennaio 2026

Crisi lavoro Marche

La regione Marche si trova ad affrontare una situazione economica difficile, con un mercato del lavoro in crisi. I dati dell’Ufficio Studi della Uil Marche mostrano che il numero di occupati è sceso a 652mila unità, con un calo di 8mila rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Il tasso di occupazione si è fermato al 67,9%, perdendo quasi un punto in dodici mesi.

La diminuzione dei disoccupati non è da considerarsi un miglioramento strutturale, ma piuttosto un effetto dell’aumento dell’inattività, che ha portato 11mila persone in più a rinunciare alla ricerca di un impiego. Il tasso di inattività è salito al 28,9%. La crisi del lavoro autonomo è particolarmente grave, con una perdita di 22mila occupati, mentre il lavoro dipendente ha registrato un aumento di 14mila unità.

Il settore dei servizi è stato particolarmente colpito, con un crollo degli “altri servizi” che non è stato compensato dagli aumenti registrati in industria, costruzioni e commercio. Le assunzioni sono rimaste stabili, ma le assunzioni a tempo indeterminato rappresentano una quota ridotta, mentre prevalgono i contratti a termine, intermittenti e stagionali. Il ricorso agli ammortizzatori sociali è aumentato, con un aumento del 16,2% su base annua.

I dati dell’artigianato sono preoccupanti, con oltre 830 mila ore autorizzate dal Fondo di solidarietà bilaterale. Inoltre, i dati sulla sicurezza e salute sul lavoro sono allarmanti, con un aumento degli infortuni e delle malattie professionali, in particolare quelle legate a disturbi psichici e stress lavoro-correlato. La segretaria generale della Uil Marche, Claudia Mazzucchelli, sottolinea la necessità di politiche attive del lavoro e di un piano industriale regionale condiviso per rilanciare il tessuto produttivo e migliorare la sicurezza sul lavoro.

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