Va tutto bene, secondo quanto affermano i responsabili di Aica, la società che gestisce il servizio idrico nella provincia di Agrigento. Tuttavia, la realtà sembra essere diversa. Siciliacque, l’azienda che fornisce acqua ad Aica, ha annunciato che ridurrà la fornitura di acqua del 60% a partire dal 1 dicembre a causa del debito di oltre 22 milioni di euro che Aica non è in grado di pagare.
La situazione è il risultato di una serie di eventi. 15 giorni fa, era stato annunciato che Siciliacque avrebbe ridotto la fornitura di acqua ad Aica a causa del debito insoluto. Aica aveva proposto una controproposta che prevedeva uno “sconto” di alcuni milioni di euro, ma Siciliacque aveva rifiutato. Successivamente, ci sono state smentite e attacchi alla stampa che aveva riportato la notizia, e si sono svolte riunioni per cercare di risolvere la situazione.
Tuttavia, la verità è che Aica non ha i soldi per pagare Siciliacque e non può trovarli nell’immediato. I principali creditori di Aica, i sindaci, non hanno alcuna intenzione di pagare i propri debiti. Il presidente della Regione, Renato Schifani, ha affermato di aver proposto la creazione di un fondo di rotazione di 20 milioni di euro per aiutare Aica, ma i Comuni avrebbero preferito un finanziamento a fondo perduto, che non è possibile.
I Comuni, tuttavia, negano di aver chiesto contributi a fondo perduto e affermano che la proposta non è stata mai formalizzata. La riduzione della fornitura di acqua avrà conseguenze serie per i cittadini, che potrebbero non avere accesso all’acqua potabile. La presidente di Aica, Danila Nobile, ha affermato che questa soluzione non eliminerà il debito verso Siciliacque e non risolverà i problemi.