La crisi idrica in Capitanata non sembra destinata a risolversi, nonostante le ultime piogge che hanno parzialmente alleviato le difficoltà degli ultimi mesi. Il volume d’acqua immagazzinato nella diga di Occhito, principale fonte idrica della provincia di Foggia, si attesta attorno ai 47-50 milioni di metri cubi, un dato superiore rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso, ma ancora lontano dai livelli di sicurezza e dalla piena capacità di oltre 250 milioni di mc utilizzabili complessivi del bacino.
La situazione, pur migliorata rispetto agli allarmi più acuti della scorsa estate, non garantisce tranquillità definitiva per la stagione estiva imminente e mantiene alta l’attenzione sulle politiche di gestione e diversificazione delle fonti idriche. Il Lago di Occhito continua a rappresentare una risorsa cruciale per la Capitanata, ma resta vulnerabile alle lunghe fasi di siccità e all’aumento delle temperature legate ai cambiamenti climatici.
Acquedotto Pugliese sta mettendo in campo soluzioni che guardano oltre l’utilizzo tradizionale degli invasi, come il progetto di interconnessione tra bacini strategici, tra cui quello di Canosa e Carlantino, un’opera di adduzione di circa 80 km pensata per migliorare la resilienza della rete e consentire una maggiore flessibilità nell’approvvigionamento idrico della Puglia settentrionale. Inoltre, Aqp sta investendo nel progetto del dissalatore a Taranto, un impianto alimentato da energia rinnovabile e basato sulla tecnologia dell’osmosi inversa che potrà fornire risorsa idrica potabile a circa 385mila persone dell’area jonica pugliese.
La realizzazione di questa infrastruttura rappresenta un elemento chiave per garantire maggiore sicurezza idrica e ridurre la dipendenza da bacini vulnerabili come Occhito. Nonostante il lieve recupero delle riserve idriche, gli esperti sottolineano come la situazione resti «fragile» e richieda interventi strutturali e una gestione più coordinata tra enti e gestori, con strategie di approvvigionamento più varie e resilienti, che includano interconnessioni tra bacini, dissalazione e riuso delle acque oltre a misure di risparmio e riduzione delle perdite nella rete.