Il governo del Land del Brandeburgo, in Germania, è in crisi. Si tratta del primo esperimento di una coalizione tra il Partito socialdemocratico (SPD) e il Bündnis Sahra Wagenknecht (BSW), un partito di populismo di sinistra costituito da dissidenti del partito di sinistra radicale Die Linke. L’esperimento durava da poco più di un anno, ma all’interno del BSW ci sono stati diversi momenti complicati, dovuti alla volontà dei dirigenti locali di assumere responsabilità di governo, mentre il resto del partito preferiva profilarsi come forza di opposizione.
I continui conflitti nel BSW ne hanno fatto un alleato “decisamente instabile”, ha affermato il presidente del governo, il socialdemocratico Dietmar Woidke, che ha annunciato la fine della coalizione. La maggioranza non avrebbe più i numeri, dopo che numerosi esponenti hanno lasciato il gruppo del BSW, che con i suoi undici deputati permetteva all’SPD di raggiungere la maggioranza di 45 contro un’opposizione di 43.
La leader del partito di estrema destra Alternativa per la Germania (AfD), Alice Weidel, ha commentato la crisi chiedendo nuove elezioni. Weidel sa di avere il vento in poppa e potrebbe seriamente puntare ad eleggere il primo presidente di un Land. I sondaggi continuano a indicare AfD come la forza politica più forte anche in Brandeburgo. Il presidente del governo, Woidke, ha annunciato di non volersi dimettere e di continuare a governare, possibilmente con un’intesa per un nuovo esecutivo con l’Unione cristiano democratica (CDU, di centro-destra).