Avellino, 7 dicembre – Enzo Cuzzola, docente di Economia delle Amministrazioni Pubbliche all’Università Mediterranea di Reggio Calabria e già assessore al comune di Avellino, afferma che c’è qualcosa di profondamente stonato nella nostra democrazia. Secondo Cuzzola, questo problema si manifesta quando i partiti scelgono leader e reggenti per acclamazione e quando le liste elettorali vengono create per garantire i posti migliori ai soliti noti e ai loro fedelissimi.
Cuzzola si chiede quale democrazia sia quella in cui il cittadino non sceglie più, ma si limita a ratificare decisioni prese altrove. Il risultato è che un numero sempre più ridotto di elettori va a votare, deluso e scoraggiato, convinto che il proprio gesto incida su poco o nulla. Se il sistema si auto-perpetua e le strutture politiche diventano caste impermeabili, allora la democrazia rischia di ridursi a un rito vuoto.
La decisione di alcuni sindaci e presidenti di regione di non nominare in giunta i consiglieri eletti conferma ciò che molti cittadini avvertono da tempo: il potere reale non passa più attraverso la rappresentanza democratica, ma attraverso accordi interni e equilibri delicati. Inoltre, il tema degli assessori e dei consiglieri delegati che non comprendono il significato della delega è un altro nodo cruciale. La delega non è un titolo ornamentale, ma una responsabilità e un pezzo del governo dell’ente.
La mancanza di collegialità e trasparenza è un altro presupposto di una democrazia vera. Una delega ha valore solo se inserita in un sistema partecipato e trasparente. Se diventa un atto formale senza sostanza, resta l’ennesima conferma di una democrazia svuotata. Occorre ripensare il nostro modello democratico, senza retorica e senza cosmetici istituzionali, per restituire significato alla rappresentanza, dignità alla partecipazione e serietà al governo. Altrimenti, continueremo a vivere in una democrazia solo simbolica.