La Sardegna è la prima regione in Italia a conquistare la zona bianca, grazie alle ultime tre settimane ‘virtuose’ in tema di contagi – 29,47 casi per 100mila abitanti e Rt a 0.68 – offuscate solo da alcuni focolai dovuti alla variante inglese del virus che hanno indotto i sindaci di La Maddalena e San Teodoro a proclamare la zona rossa nei propri Comuni.

Il governatore Christian Solinas deve però ancora diramare l’ordinanza regionale con le nuovi limitazioni. Le riaperture infatti saranno graduali e controllate, concordate costantemente con il Ministero e il comitato tecnico scientifico. Tra le ipotesi anche la possibilità di richiedere a chi entra nell’Isola di una certificazione della vaccinazione anti-Covid o del tampone effettuato prima dell’imbarco.

Tra i provvedimenti più probabili anche la riapertura, da domani primo marzo, di ristoranti, pizzerie e bar anche la sera: si parla di circa 12mila esercizi. A questi si unirebbero anche palestre e piscine, anche se non da subito, insieme a cinema e taetri. Inoltre la Dad potrebbe diminuire per le scuole superiori. Tra le certezze è che le attività di fiere, centri congressi e discoteche saranno ancore sospese, come prevede l’ultima bozza del dpcm.

Intanto, lo ricordiamo, nell’ordinanza firmata ieri dal ministro della Salute Roberto Speranza si dispone anche il passaggio in area arancione di Lombardia, Marche e Piemonte e in area rossa di Basilicata e Molise. La Liguria passa al giallo.

A preoccupare restano i comportamenti irresponsabili di chi, in vista di una nuova tornata di restrizioni, si concede feste e scorribande come è avvenuto ieri sera a Milano, in barba a qualsiasi regolamento, dove un rave party in strada è degenerato in una rissa.

Milano, drink e musica: l’aperitivo prima della zona arancione diventa un rave in strada


 

 

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