I RISULTATI dei recenti studi italiani sulla maggiore incidenza di pubertà precoce durante il lock down ci porta a fare delle riflessioni su cosa significa questo esordio anticipato da un punto di vista psicologico. Gli studi evidenziano una prevalenza di esordio precoce nelle bambine: nello studio del Bambino Gesù di Roma su 224 casi 215 sono bambine. La pubertà è la fase dello sviluppo in cui il corpo di un bambino/a matura per permettere la successiva riproduzione. Questo include lo sviluppo del tessuto mammario e le prime mestruazioni nelle ragazze, e la maturazione dei testicoli nei ragazzi.

 

I cambiamenti ormonali che portano alla maturazione sessuale durante la pubertà sono accompagnati da una grande crescita fisica e dalla maturazione del cervello. In media, le ragazze iniziano la pubertà all’età di 10-11 anni, i ragazzi a 11-12 anni. Ma i tempi della pubertà variano da quattro a cinque anni tra i bambini sani. Nella maggior parte dei paesi sviluppati l’età media è attualmente di 12-13 anni.

 

Sappiamo quanto sia delicata la fase di transizione della pubertà, e sappiamo anche che la pubertà precoce nelle ragazze è associata a diversi effetti psicosociali che le rendono vulnerabili alla depressione e al comportamento a rischio durante l’adolescenza in presenza di ulteriori fattori di instabilità emotiva. Quindi lo stress della maturazione sessuale precoce associato all’alto conflitto familiare, all’assenza di padri in casa, e al basso status socioeconomico può determinare, secondo i ricercatori dell’APA, degli esiti variegati: possono confrontarsi più negativamente con i loro coetanei; possono essere più ansiose e meno sicure nelle loro relazioni con la famiglia e gli amici; possono essere più propense a frequentare amici, spesso più grandi, che si impegnano in comportamenti rischiosi come il comportamento sessuale anticipato e l’uso di sostanze. Inoltre, un corpo che sviluppa in tempi così anticipati crea una sorta di dissonanza tra l’età cronologica e quella dimostrata in seguito alla sviluppo: queste bambine hanno livelli di sviluppo sociale ed emotivo del tutto coerenti con la loro età, ma fisicamente sembrano più grandi. In questi casi lo sviluppo cerebrale e psicologico della bambina può non essere adeguato ad affrontare i rapidi cambiamenti corporei sollecitati dalla pubertà precoce.

 

A volte, complice anche la pressione esercitata dall’esterno, le bambine sono portate a pensare a se stesse come sessualmente desiderabili o fisicamente attraenti e questa maturazione precoce del corpo può trarre in inganno anche i genitori che potrebbero concedere loro più libertà di quanto forse la loro età cronologica suggerirebbe. Cosa fare in questi casi? E’ importante un supporto psicologico alla bambina con l’obiettivo di spiegare il funzionamento fisico e i cambiamenti che si troverà ad avere (il seno che crescerà, la peluria che comparirà in alcune zone del corpo,  il ciclo mestruale che arriverà etc), anche da un punto di vista emotivo e psicologico. Ma è necessario anche un supporto ai genitori che assisteranno a questi cambiamenti in tempi anticipati, per preparare e coinvolgere anche i vari contesti sociali (la famiglia allargata, la scuola) affinché questi cambiamenti avvengano nel modo più naturale possibile.

*Roberta Rossi, sessuologa e psicoterapeuta dell’Istituto di Sessuologia Clinica, Roma

 

 

 

 

 

 

 

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