“Ci sono soggetti che diffondono il virus molto più facilmente di altri, tenendo però presente che anche la ‘predisposizione’ ad essere contagiati cambia”. Lo sostiene Carlo La Vecchia, ordinario di Epidemiologia all’Università degli studi di Milano, secondo cui è verosimile che la carica virale dei positivi oggi sia molto più alta rispetto ai mesi estivi. “Misurare la carica virale su vasta scala – afferma l’epidemiologo in un’intervista al Corriere della Sera – richiede ancora tecnologie sofisticate e costose. In più la moltiplicazione delle molecole Rna del virus varia da soggetto a soggetto; ad esempio ci sono asintomatici con carica virale altissima. È quindi difficile, su base scientifica, correlare l’alta carica virale al numero dei ricoveri”.

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