Nel Regno Unito, la questione dell’eutanasia di cani, in particolare degli American Bully XL, è diventata un argomento di grande discussione. Dal febbraio 2024, è in vigore il Dangerous Dogs Act, che proibisce l’allevamento e la vendita di questa razza. Questo provvedimento ha portato a una triste statistica: oltre 100 cani vengono euthanizzati ogni mese, ma ciò non ha portato a una diminuzione degli episodi di aggressione. Anzi, i costi per la gestione dei cani sequestrati sono aumentati notevolmente, passando da 4 a 25 milioni di sterline all’anno, esponendo limiti ed inefficacia della legge.
La legge impone sterilizzazioni obbligatorie, l’uso della museruola e la registrazione dei cani, ma i proprietari di molti American Bully XL hanno scelto di consegnare i loro animali per l’eutanasia ricevendo un compenso di 200 sterline. Nonostante le buone intenzioni del governo di ridurre i rischi, i dati dimostrano che la frequenza delle aggressioni non è diminuita. Il sovraccarico dei rifugi e delle forze dell’ordine è diventato evidente, poiché molti cani sequestrati restano a lungo in attesa di essere soppressi o identificati.
Mark Hobrough, capo della polizia, ha evidenziato i costi significativi per la formazione e la gestione legati all’attuazione della legge. Inoltre, la stima iniziale del numero di American Bully XL si è rivelata errata: si è passati da una previsione di 10.000 a oltre 57.000, aggravando ulteriormente la situazione e creando tensioni tra proprietari e autorità. Le associazioni animaliste e la Dog Control Coalition hanno criticato il provvedimento, definendolo inefficace, poiché non affronta la vera causa del problema: la responsabilità dei proprietari.
Secondo gli esperti, la razza non è intrinsecamente pericolosa, ma le problematiche derivano da come gli esseri umani hanno selezionato gli animali per caratteristiche estetiche o di status. La coalizione suggerisce di rivedere la legge, proponendo corsi di formazione obbligatoria per i proprietari e pene più severe per chi non gestisce correttamente il proprio animale. Educare il pubblico è considerato fondamentale per ridurre aggressioni e modificare la percezione negativa associata a determinate razze. In definitiva, si sottolinea che gli interventi legislativi devono guardare oltre l’eliminazione di cani problematici, affrontando le dinamiche umane alla base della questione.