I nuovi casi di Coronavirus restano costanti mentre diminuisce l’occupazione degli ospedali. Un quadro che conforta ma che è caratterizzato da grandi differenze regionali e che conferma il ‘primato’ della Lombardia: il 57% dei positivi, infatti, si registra proprio in questa regione. Nel balletto dei dati che ogni giorno arrivano dal bollettino Covid e che spesso confondono i cittadini sospesi tra atteggiamenti più rilassati o al contrario una maniacale attenzione alle norme di sicurezza, un’analisi arriva anche dalla Fondazione Gimbe, un think tank che si occupa di ricerca in ambito medico e scientifico, con un monitoraggio della situazione nella settimana dal 15 al 21 luglio.

Incremento stabile e ospedali meno congestionati  

Rispetto alla settimana precedente, emerge uno stabile incremento dei nuovi casi (1.408 vs 1.388), a fronte di una lieve flessione del numero di tamponi diagnostici effettuati. Al tempo stesso i dati documentano un ulteriore alleggerimento della pressione sugli ospedali: al 21 luglio i pazienti ricoverati con sintomi (732) e, soprattutto, quelli in terapia intensiva (49) sono ormai un numero esiguo. “Ma – avverte Nino Cartabellotta, presidente della Fondazione Gimbe – non bisogna confondere il progressivo decongestionamento degli ospedali con l’azzeramento delle ospedalizzazioni”. Infatti, i dati su pazienti ricoverati con sintomi e in terapia intensiva si riferiscono al numero dei posti letto occupati, ma non permettono di conoscere il numero di pazienti ricoverati e dimessi, per guarigione o decesso. Inoltre, alcune Regioni non conteggiano più tra i pazienti ospedalizzati quelli con negativizzazione del tampone. Questo significa che potrebbe esserci una sottostima complessiva del carico ospedaliero correlato a Covid-19.

Coronavirus,  incrementi costanti dei nuovi casi, in Lombardia oltre il 57% dei positivi

I flussi regionali

Il virus continua a contagiare in modo stabile rispetto alla scorsa settimana (+20) ma con una certa differenza geografica: in 8 Regioni i casi sono in riduzione, in 11 in aumento e in 2 sono stabili. Spicca l’incremento dei casi in Veneto (+172) e si rilevano moderate variazioni in aumento in Liguria (+44), Toscana (+30) e Campania (+28) e in riduzione nel Lazio (-46) e in Piemonte (-35).

Coronavirus,  incrementi costanti dei nuovi casi, in Lombardia oltre il 57% dei positivi

Il caso della Lombardia

I dati mostrano anche una riduzione dei casi in Lombardia (-184) anche se resta il fatto che valutando la distribuzione geografica dei 12.248 casi attivi al 21 luglio, ovvero i casi “attualmente positivi” secondo la denominazione della Protezione Civile, il 57,2% dei casi si (7.010) concentra proprio in questa regione. Un ulteriore 29,5% si distribuisce tra Emilia Romagna (1.297), Lazio (881), Piemonte (813), Veneto (624); i rimanenti 1.623 casi (13,3%) sono distribuiti in 16 Regioni e Province autonome. Parametrando i nuovi casi alla popolazione residente, le Regioni che nella settimana 15-21 luglio fanno registrare il maggior incremento per 100.000 abitanti sono Emilia-Romagna (5,99), Veneto (5,12), Liguria (5,09) e Lombardia (4,07).

I nuovi focolai dai casi di rientro

Insomma, dalla lettura complessiva dei dati emerge un incremento costante dei nuovi casi nelle ultime settimane, legati prevalentemente a nuovi focolai e a “casi di rientro” dall’estero. “Per la gestione ottimale di questa fase dell’epidemia – conclude il presidente della Fondazione Gimbe – restano indispensabili tre strategie. Innanzitutto, mantenere i comportamenti individuali raccomandati: dalle misure di igiene personale al distanziamento sociale, dall’uso della mascherina nei luoghi pubblici chiusi, o all’aperto quando non è possibile mantenere la distanza minima di un metro, all’evitare gli assembramenti. In secondo luogo, continuare con la rigorosa sorveglianza epidemiologica per identificare e isolare i focolai. Infine, potenziare l’attività di testing negli aeroporti per arginare i casi di rientro”.
 

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