RISCHIANO di più rispetto alla popolazione generale, soprattutto in presenza di comorbidità e di malattia non completamente controllata dalle terapie. Sono i pazienti affetti da patologie reumatologiche colpiti dal nuovo coronavirus: in loro la malattia sembra progredire in maniera più grave tanto che, nella metà dei casi, c’è bisogno di un ricovero in ospedale. È quanto emerso dall’ultimo rapporto di “Control-19”, il primo registro al mondo che studia l’impatto della pandemia di Covid-19 in reumatologia, istituito dalla Società Italiana di Reumatologia (SIR) e appena presentato all’apertura del 57esimo Congresso nazionale della società scientifica.

Gli effetti negativi del coronavirus

Il nuovo rapporto ha raccolto i dati di 545 pazienti di tutta la penisola affetti da artrite reumatoide (33%), spondiloartrite (27%), connettiviti (20%) vasculiti (9%) e altre malattie (9%). Tra i dati più interessanti c’è sicuramente quello relativo alla necessità di un ricovero in ospedale, che ha riguardato quasi la metà (il 46%) dei pazienti positivi al coronavirus, e di ventilazione intensiva, di cui ha avuto bisogno il 10% dei ricoverati. “Dalle prime analisi risulta che se un paziente reumatologico viene colpito da Covid-19 presenta un esito relativamente più severo rispetto alla popolazione generale e ciò vale anche per la mortalità con un eccesso di rischio pari al 50% in particolare nella popolazione femminile giovane”, commenta Luigi Sinigaglia, Presidente Nazionale della SIR. I dati potrebbero però dipingere un quadro più grave della realtà perché, sottolineano gli esperti, nella prima fase della pandemia la maggior parte dei tamponi veniva eseguito su pazienti già ricoverati in ospedale e con forme gravi.
 

L’importanza della prevenzione

Ancora oggi, tuttavia, non è possibile stabilire se una malattia reumatologia esponga maggiormente al rischio di infezione da coronavirus. Dal rapporto, inoltre, è emerso che l’idrossiclorochina e la clorochina, assunte da molti pazienti reumatologici, non hanno effetti preventivi sul contagio. Mentre i farmaci modificanti il decorso delle malattie, sia di tipo sintetico sia di tipo biotecnologico, fortunatamente non sembrano mettere a rischio la salute dei malati. Alla luce dei dati del rapporto, comunque, i malati reumatologici è bene che abbiano qualche accortezza in più. “I pazienti, soprattutto quelli interessati da patologie infiammatorie croniche in fase di attività e non completamente controllate dalla terapia, devono limitare il più possibile gli spostamenti e i contatti sociali”, continua l’esperto. “Questo dovrà valere anche durante le imminenti festività natalizie e di fine anno”.

Il commento

Aderenza alla terapia indispensabile

Anche in questo periodo, quindi, è importante per i pazienti reumatologi continuare la terapia e i trattamenti, per non rischiare eventuali riacutizzazioni. “La scarsa o non corretta aderenza terapeutica è un problema che interessa già solitamente ben quattro pazienti su dieci colpiti da artrite reumatoide”, precisa Roberto Gerli, Presidente Eletto SIR. “Le innumerevoli difficoltà ed emergenze sanitarie legate alla pandemia rischiano di amplificare ulteriormente il fenomeno della mancata aderenza con gravi conseguenze. Interrompere le cure determina possibili riacutizzazioni  della patologia”. E com’è già successo a marzo scorso, anche in questa seconda ondata del virus, il rischio è quello di una drastica riduzione delle prestazioni sanitarie: già in diverse Regioni, infatti, molti reparti di Reumatologia hanno dovuto ridurre le prestazioni assistenziali o hanno subito una riorganizzazione per accogliere pazienti Covid. “È necessario – sottolinea Gerli – un grande sforzo da parte di tutti medici, istituzioni e caregiver per non abbandonare proprio in questo momento difficile gli oltre 5 milioni di italiani con una malattia reumatologica”.
 

L’iniziativa SIR Tv

Per non abbandonare i pazienti, rimanere in contatto con loro e con chiunque voglia informarsi sulle malattie reumatologiche, è stata presentata durante il congresso nazionale l’iniziativa educazionale SIR Tv, avviata dalla società insieme alla Fondazione Italiana per la Ricerca sull’Artite Onlus (FIRA). Si tratta del canale web dedicato alle malattie reumatologiche, nato con l’obiettivo di informare sulle regole di prevenzione, sui segnali da non sottovalutare e sulle opzioni terapeutiche disponibili per le varie patologie. “Siamo convinti che le malattie più gravi si possano combattere anche grazie a una corretta informazione”, conclude Carlo Maurizio Montecucco, Presidente di Fondazione FIRA. “Il momento storico che stiamo vivendo è molto complicato e servono nuovi strumenti per sensibilizzare la popolazione. La web tv rappresenta una nuova modalità per rimanere in contatto non solo con i pazienti ma anche con tutti i cittadini che possono essere interessati dalle malattie reumatologiche”.

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