La donna, adesso in terapia intensiva, aveva già sporto denuncia. Il giudice, a tutela della donna e della sua famiglia, aveva emesso un divieto di avvicinamento.

Lavinia Limido, la donna 37 anni colpita dall’ex compagno, versa ancora in gravi condizioni all’Ospedale Circolo di Varese. La notizia di ieri è quella che racconta l’ennesima brutalità maschile nei confronti di una donna di cui non si accetta la distanza o la “sopraffazione”. La donna è stata vittima di una orrenda aggressione da parte del suo ex marito, Marco Manfrinati, che l’ha sfregiata al volto e al collo con un coltello.

donna aggredita dall'ex marito a Varese

Purtroppo, nel tentativo di difendere la figlia, il padre di Lavinia, Fabio Limido, è stato attaccato dallo stesso Manfrinati. L’uomo aveva sentito le urla della figlia appena fuori dal suo studio di geologo presso dove esercitava e ha perso la vita per frapporsi tra l’aggressore e la donna.

donna aggredita dall'ex marito a Varese

Lavinia aveva già sporto denuncia per i maltrattamenti dall’uomo. Il giudice, a tutela della donna e della sua famiglia, aveva emesso un divieto di avvicinamento nei confronti della donna e della madre. Tuttavia, questo provvedimento non è stato sufficiente a fermare la sua furia omicida che ha tolto la vita a Fabio Limido. La donna è stata sottoposta a un lungo intervento chirurgico che ha coinvolto medici di chirurgia vascolare, maxillo facciale, otorinolaringoiatria e plastica. Al momento, le sue condizioni sono stabili ma la prognosi rimane riservata.

arresto marco manfrinati

Secondo una prima ricostruzione dei fatti in mano alle autorità, Manfrinati avrebbe atteso che Lavinia uscisse di casa per poi aggredirla. Il 71enne Fabio Limido è intervenuto per difenderla, ma è stato a sua volta accoltellato e ucciso da Manfrinati. L’ex suocera di Manfrinati, informata della situazione, si è recata sul luogo del delitto e ha avuto un malore per lo shock di fronte all’accaduto.

mamma della donna aggredita dall'ex marito a Varese

Gli inquirenti ipotizzano che, se i vicini non fossero intervenuti tempestivamente e la polizia non fosse arrivata poco dopo, Manfrinati avrebbe potuto colpire a morte anche lei. Al vaglio degli inquirenti diverse ipotesi sul movente. Tra le più probabili, la contesa per l’affidamento del figlio di tre anni della coppia. Manfrinati, un noto avvocato divorzista della zona, era già sottoposto a un procedimento per stalking ai danni della ex moglie e della sua famiglia.

Durante l’interrogatorio davanti al gip, si è avvalso del diritto di non rispondere alle domande. Manfrinati dovrà ora rispondere di omicidio volontario e tentato omicidio. Oltre alle accuse per i reati per cui era già accusato, dovrà affrontare anche le conseguenze del procedimento per stalking per il quale era stato sospeso dall’ordine degli avvocati.



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