Vedendo Egan Bernal arrivare come un cicloturista a Villard-De-Lans, la poetica andava su una romantica e orgogliosa fuga del riscatto sulla salita più dura. La realtà è altra cosa però, visto che il Tour del vincitore del campione uscente finirà sul divano di casa. ‘Abandon’, e allora ci pensa Miguel Angel Lopez a salvare l’onore della Colombia: vince la tappa regina e diventa il terzo uomo del Tour, distanziando gli altri aspiranti al podio. Se lui è il terzo, gli altri due sono i soliti sloveni, ma cambia -sia pur leggermente – il rapporto di forze. Il passo fatto di Roglic verso il trionfo di Parigi potrebbe essere quello decisivo. Giunge secondo, ma soprattutto stacca Tadej Pogacar: poca roba, ma sommati a quelli che già esistevano, fanno 57 secondi in classifica. Tradotto: se Roglic e la Jumbo non commettono errori (e oggi qualcuno ce n’è stato), sarà difficile che la gialla cambi padrone.
 
“Sono davvero emozionato, ho sognato questa vittoria e me la sono presa”, spiega il vincitore. “Dedico il successo alla mia famiglia”. Ad applaudirlo anche il presidente francese Macron: è arrivato in cima al Col de la Loze ospite dell’ammiraglia di Christian Prudhomme, il direttore del Tour appena rientrato dala quarantena dopo la positività al Covid. Lo stesso Prudhomme ha definito il Loze un ‘’prototipo di salita del ventunesimo secolo’’. Sarà anche così, ma in quei 21 chilometri e mezzo di pendenze cattive e altitudine proibitiva (2304 metri), c’è tanto Dna di ciclismo antico. Il Tour lo affronta per la prima volta, con un mezzo precedente nel 1973 (la corsa non arrivò in vetta) con la vittoria di un Bernard Thévenet che studiava per diventare maglia gialla.

<<La cronaca della tappa>>

Si parte da Grenoble: sede tra le più storiche, nel 1919 lì fu indossata la prima maglia gialla. L’antipasto al finale è il Col de la Madeleine (17,1 chilometri all’8,4% di pendenza media). Davanti c’è un quartetto di qualità: Alaphilippe, Carapaz (che transita primo sul GPM), Gorka Izagirre e Daniel Martin. In discesa prende piede Alaf, sul Loze resta solo Carapaz, che onora il numero rosso della tappa precedente. Ma non è giornata da fughe comunque, perché il consueto lavoro in stile Sky-Froome della Jumbo lo fa Bahrain-McLaren di Damiano Caruso e soprattutto di Mikel Landa. Lo spagnolo vuole vincere la tappa, vuole essere lui il terzo uomo. Ritmo ossessivo, al punto che a Roglic restano solo Kuss e Dumoulin. Il problema è che a Landa non resta neanche se stesso. Cede e guadagna il titolo di grande sconfitto di giornata. Inesorabilmente cedono un po’ tutti –Porte, Adam Yates, Mas ecc.-, ma l’altitudine annebbia anche le idee anche a Roglic. Lo scatto dello scudiero più fido, Kuss, che porta in avanscoperta Lopez, non ha molto senso.
 
Una situazione recuperata quando lo statunitense si ferma e dà manforte al capitano, che intanto ha allungato su Pogacar. Gli ultimi km sono una battaglia per la sopravvivenza: ognun per sé e Dio per tutti, il Tour prende una nuova piega, e stavolta potrebbe essere definitiva.

ORDINE D’ARRIVO
1. Miguel Angel Lopez       (Col, Astana)        a   4h49’08”
2. Primoz Roglic            (Slo, Jumbo-Visma)   a      0’15”
3. Tadej Pogacar            (Slo, Uae-Emirates)  a      0’30”
4. Sepp Kuss                (Usa)                a      0’56”
5. Richie Porte             (Aus)                a      1’01”
6. Enric Mas                (Esp)                a      1’12”
7. Mikel Landa              (Esp)                a      1’20”
8. Adam Yates               (Gbr)                        s.t.
9. Rigoberto Uran           (Col)                a      1’59”
10. Tom Dumoulin             (Ned)                a      2’13”
CLASSIFICA GENERALE
1. Primoz Roglic         (Slo, Jumbo-Visma)      in 74h56’04”
2. Tadej Pogacar         (Slo, Uae-Emirates)      a     0’57”
3. Miguel Angel Lopez    (Col, Astana)            a     1’26”
4. Richie Porte          (Aus)                    a     3’05”
5. Adam Yates            (Gbr)                    a     3’14”
6. Rigoberto Uran        (Col)                    a     3’24”
7. Mikel Landa           (Esp)                    a     3’27”
8. Enric Mas             (Esp)                    a     4’18”
9. Tom Dumoulin          (Ned)                    a     7’23”
10. Alejandro Valverde    (Esp)                    a     9’31”

 

Fonte