I gruppi di Officina Democratica e del Circolo Pd Catania Centro esprimono profonda preoccupazione per la situazione politica in cui versa l’Amministrazione comunale di Catania, guidata dal Sindaco Trantino.
Nonostante la maggioranza di 31 consiglieri su 36, l’Amministrazione mostra una fragilità politica evidente, che nemmeno le veline di regime riescono più a nascondere. L’Amministrazione è incapace di ottenere il supporto necessario per i propri atti istituzionali, come ad esempio il Bilancio comunale, che è stato approvato con soltanto 17 voti.
I consiglieri di opposizione hanno votato contro l’atto finanziario, ma hanno comunque garantito la presenza necessaria per la validità della seduta consiliare. Ciò dimostra la loro serietà e rispetto per la città e per le istituzioni democratiche che la rappresentano.
Tuttavia, la situazione all’interno del centrodestra catanese sembra essere critica, con un livello di scontro alto e continuo. Le ragioni del malcontento devono essere molto più profonde e incisive di quanto si possa immaginare. Forse alcuni alleati non apprezzano che a governare la città di Catania siano i dirigenti, o forse è l’ineludibile questione morale che sconquassa il centrodestra da Palazzo dei Normanni a Catania a creare il mal di pancia.
Il centrodestra catanese deve fare presto i conti con se stesso e, se reputa il malato prigioniero di accanimento terapeutico, stacchi la spina. Ma non si può eludere un’altra domanda: le forze sane della città, chi produce, chi investe, chi commercia, quali garanzie possono avere da un interlocutore così inaffidabile? Il Pd è l’alternativa.