Il caso Almasri è stato definito una delle maggiori umiliazioni per la diplomazia italiana. Gli esponenti del governo Meloni che vi sono coinvolti lasceranno un segno in questa grave situazione per la Repubblica. Il ministro Piantedosi ha dichiarato qualcosa di impreciso, poiché la Corte penale internazionale, come ha ribadito il tribunale dei ministri, aveva il diritto di ricevere Almasri, a prescindere dal mandato di cattura libico, che non era ancora stato emesso.
Il senatore Francesco Boccia, presidente del gruppo del PD, ha evidenziato che l’Italia non ha consegnato un torturatore e ha sottolineato come questo caso dimostri la mancanza di rispetto da parte dell’esecutivo nei confronti dell’autonomia del potere giudiziario. È chiaro che il ministro della Giustizia, Nordio, ha subito pressioni e non ha rispettato le normative del diritto internazionale. Queste affermazioni sono state fatte durante un’intervista a “Cinque minuti” di Bruno Vespa su Rai1.