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martedì – 16 Dicembre 2025

Carte Sangiuliano-Boccia, no all’acquisizione della Giunta del Senato

La Giunta per le autorizzazioni del Senato, presieduta dal deputato del Partito Democratico Dario Franceschini, ha deciso di non autorizzare la richiesta del Tribunale dei ministri di acquisire la corrispondenza dell’ex ministro della cultura Gennaro Sangiuliano con la dottoressa Maria Rosaria Boccia. Tale richiesta era stata presentata al Senato dopo che il deputato Verde Angelo Bonelli, lo scorso settembre, ha denunciato Sangiuliano ipotizzando il reato di peculato per distrazione e rivelazione di segreto d’ufficio.

Nella sua relazione, il senatore di Forza Italia Adriano Paroli, relatore della giunta, ha sostenuto di non autorizzare il trasferimento delle comunicazioni, che comprendono email, chat e altri materiali tra Sangiuliano e la Boccia. Paroli ha argomentato che “sussiste il fumus persecutionis di secondo grado”, esprimendo così preoccupazioni riguardo a possibili motivi di persecuzione politicamente motivata. Questa tesi ha ricevuto il sostegno della maggioranza della giunta, che ora attende di essere sottoposta al voto dell’Aula del Senato.

Negli scorsi giorni, Sangiuliano stesso aveva richiesto di negare l’autorizzazione al tribunale dei ministri, affermando di voler tutelare la propria posizione. Il voto nell’Aula del Senato è previsto per le 16.30, e si attende con interesse quale sarà il responso dei senatori su questa delicata questione. La decisione della giunta di negare l’autorizzazione rappresenta un momento significativo nel procedimento legale che coinvolge Sangiuliano e evidenzia tensioni politiche in corso.

Nel contesto politico italiano, questo episodio si inserisce in un quadro più ampio, dove accuse e denunce reciproche tra politici di diversi schieramenti sono frequenti. Il caso di Sangiuliano attira l’attenzione non solo per le implicazioni legali, ma anche per il risalto che può avere a livello mediatico e pubblico. La situazione attuale pone interrogativi sulla protezione di segreti d’ufficio e sull’eventuale strumentalizzazione delle denunce a fini politici. La decisione finale dell’Aula potrà dunque avere ripercussioni significative tanto per Sangiuliano quanto per la percezione pubblica delle istituzioni coinvolte.

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