Contagi in aumento, scatta una nuova stretta: da oggi mascherine obbligatorie anche all’aperto in tutta la Campania. La decisione è stata presa a conclusione della riunione dell’Unità di crisi dal rieletto presidente della Regione, Vincenzo De Luca. Il governatore ha firmato l’ordinanza che stabilsce ulteriori misure per la prevenzione e la sicurezza. “Su tutto il territorio regionale, con decorrenza da oggi e fino al 4 ottobre 2020 – si legge nel provvedimento –  fatta salva l’adozione di ulteriori provvedimenti in conseguenza della rilevazione quotidiana dei dati epidemiologici della regione, viene disposto l’obbligo di indossare la mascherina all’aperto.

 

Mercoledì in Campania si è registrata una nuova impennata di contagi, la più alta in Italia: secondo quando riportato dal bollettino dell’unità di crisi ci sono altri 248 casi su 4.091 tamponi effettuati. In Campania i positivi salgono a 10.907. Ed aumentano anche i ricoveri negli ospedali e nelle terapie intensive. All’ospedale Cotugno, in particolare, si registrano 6 pazienti in intensiva e 3 di loro sono intubati. Sedici i ricoveri in subintensiva e 31 nei reparti ordinari. E davanti all’ospedale per malattie infettive ricompaiono anche le file di persone che vogliono effettuare il tampone. decine di persone hanno chiesto di essere sottoposte all’esame. Per lo più erano cittadini indirizzati nell’ospedale dalle Asl dopo la segnalazione dei medici di base allarmati per i sintomi manifestati dai loro assistiti. Se al Cotugno la situazione registra un drastico aumento dei ricoveri, lo stesso avviene per gli altri ospedali cittadini. L’Asl Napoli 1 indica in 91 i ricoverati in ospedale, di cui 9 in terapia intensiva. A ieri erano 1549 i cittadini in isolamento domiciliare. 
“Occorre – ha dichiarato il presidente De Luca – ripristinare immediatamente comportamenti responsabili, a maggior ragione con l’apertura delle scuole. Se vogliamo evitare chiusure generalizzate è necessario il massimo rigore”.

LE DISPOSIZIONI DELLA NUOVA ORDINANZA

In sintesi la nuova ordinanza conferma “le disposizione concernenti l’obbligo di rilevare la temperatura corporea dei dipendenti ed utenti degli uffici pubblici ed aperti al pubblico e di impedire l’ingresso, contattando il dipartimento di prevenzione della Asl competente, laddove venga rilevata una temperatura superiore a 37,5 gradi C°”. Dispone “l’obbligo, su tutto il territorio regionale, di indossare la mascherina anche nei luoghi all’aperto, durante l’intero arco della giornata, a prescindere dalla distanza interpersonale, fatte salve le previsioni degli specifici protocolli di settore vigenti (ad esempio per le attività di ristorazione, bar, sport all’aperto). L’obbligo rimane escluso per i bambini al di sotto dei sei anni, per i portatori di patologie incompatibili con l’uso della mascherina e durante l’esercizio in forma individuale di attività motoria e/o sportiva”.

Inoltre è “obbligatorio per i titolari di esercizi commerciali, culturali, ricreativi, o comunque aperti al pubblico, non all’aperto, di effettuare la misurazione della temperatura corporea all’ingresso dei locali di esercizio e di assicurare la presenza di dispenser di gel e/o soluzioni igienizzanti, subordinando l’accesso ai locali alla previa igienizzazione delle mani e al riscontro di temperatura inferiore a 37,5 gradi”.

La Regione richiama “tutti gli esercenti, gestori ed utenti alla stretta osservanza delle misure di prevenzione e sicurezza. Al fine di rendere tempestiva la corretta ricostruzione degli eventuali casi da “contatto stretto”, vi è l’obbligo della identificazione di almeno un soggetto per tavolo o per gruppo di avventori attraverso la rilevazione e conservazione dei dati con idoneo documento di identità”.

Nel provvedimento si sottolinea che nelle due ultime settimane si è osservato un aumento significativo dell’età media dei casi positivi in Campania. Un aumento di casi legato temporalmente, alle infezioni contratte tra fine agosto e settembre 2020. L’ipotesi, secondo quanto riportato, è “probabilmente” legata alla trasmissione “dalla popolazione più giovane a quella più fragile o anziana, soprattutto all’interno della famiglia” che “si riflette in un maggiore impegno dei servizi ospedalieri”. Rispettare le misure di prevenzione e la quarantena raccomandate dalle autorità sanitarie “resta un elemento cruciale ed ineludibile per contrastare la diffusione dell’infezione”.

La riduzione nei tempi tra l’inizio della contagiosità e l’isolamento resta un elemento fondamentale per il controllo della diffusione dell’infezione.

“È necessario – si legge nel testo – mantenere elevata la resilienza dei servizi territoriali, continuare a rafforzare la consapevolezza e la compliance della popolazione al rispetto delle misure di controllo, realizzare la ricerca attiva ed accertamento diagnostico di potenziali casi, l’isolamento dei casi, la quarantena dei loro contatti stretti”.

Azioni ritenute “fondamentali per controllare la trasmissione ed eventualmente identificare rapidamente e fronteggiare recrudescenze epidemiche”. Così come “rimane fondamentale mantenere una elevata consapevolezza della popolazione generale sul peggioramento della situazione epidemiologica e sull’importanza di continuare a rispettare in modo rigoroso tutte le misure necessarie a ridurre il rischio di trasmissione quali l’igiene individuale, l’uso delle mascherine e il distanziamento fisico”.



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