È possibile nutrire quasi dieci miliardi di persone mantenendo i limiti del pianeta? Secondo un recente e dettagliato rapporto sui sistemi alimentari, la risposta è affermativa, a patto di apportare cambiamenti significativi nei modi di produzione e consumo del cibo.
Il rapporto della Commissione EAT-Lancet individua i sistemi alimentari come la principale causa delle violazioni dei confini planetari, oltre a essere il principale responsabile della perdita di biodiversità e delle emissioni, che rappresentano il 30% del totale globale. Tuttavia, l’approccio attuale può essere modificato. Il rapporto evidenzia l’importanza di ridurre urgentemente il consumo di carne e latticini, in particolare nei paesi occidentali, per rendere la dieta più sostenibile. Propone invece un incremento nella produzione e nel consumo di cereali integrali, frutta, noci e verdura.
La Commissione presenta anche la ‘dieta della salute planetaria’ come un modello basato su evidenze scientifiche, che promuove la salute umana e protegge l’ambiente. Si stima che un ampio utilizzo di questo approccio potrebbe generare benefici economici per 5 trilioni di dollari all’anno, grazie a una salute migliorata, ecosistemi ripristinati e maggiore resilienza climatica.
Johan Rockström, co-presidente della commissione, afferma che trasformare i sistemi alimentari non è solo possibile, ma è essenziale per garantire un futuro sicuro, equo e sostenibile per tutti.