Ad aprile, il volume dei crediti deteriorati presso le banche italiane è diminuito, assestandosi a 31,1 miliardi di euro, rispetto ai 31,3 miliardi di fine 2022 e ben al di sotto dei 196,3 miliardi del 2015. Questo risultato è frutto di un’accurata pulizia dei bilanci da parte degli istituti di credito, come riportato nell’ultimo bollettino dell’ABI, l’associazione delle banche italiane.
Contemporaneamente, il costo dei mutui ha subito un calo. Il tasso d’interesse sui mutui per l’acquisto di abitazioni è sceso dal 3,27% di marzo al 3,19%. Anche i prestiti alle imprese hanno visto una diminuzione del tasso di interesse, passato dal 3,77% al 3,64%.
Questi cambiamenti sono stati influenzati dalle recenti politiche monetarie adottate dalla Banca Centrale Europea, che hanno portato i tassi ai livelli iniziali del 2023. Gianfranco Torriero, vice direttore generale vicario dell’ABI, ha evidenziato che, nonostante alcune tensioni economiche, la situazione non presenta elementi di rischio significativi per il contesto italiano.
Per quanto riguarda i prestiti a famiglie e imprese, l’ammontare è rimasto pressoché invariato rispetto allo scorso anno, registrando un lieve aumento dello 0,3%. Nello specifico, i prestiti alle famiglie sono cresciuti dell’1,3%, mentre quelli concessi alle aziende hanno subito una flessione dello 0,8%. Infine, gli investimenti in titoli custoditi dalle banche sono aumentati di 121,4 miliardi, con i depositi che hanno visto un incremento del 2,9%.
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Fonte: www.ilmessaggero.it