Girano sempre attorno al “10”. Tortu a Langenthal ha corso in 10″18, suo secondo tempo stagionale dopo il 10″12 di Savona. Come Jacobs, Filippo sta inanellando crono di qualità uno sull’altro: ora ci vuole l’acuto, ora serve, sia per il tempo in sé sia per la fiducia complessiva che garantisce, la gara in cui non si sbaglia nulla, in cui tutto fila liscio, dall’inizio alla fine.

In Svizzera, in un bel pomeriggio con una bava di vento a favore, Filippo non ha sbagliato ma neppure si può dire che sia partito benissimo. Dopo 10 metri lo svizzero Baudraz, poi secondo classificato a distanza siderale dall’azzurro primatista italiano (10″61), era più di un metro avanti e ai venti metri era ancora primo. Se non succedesse, sarebbe meglio. E se proprio deve succedere, sarebbe più spiegabile prendere un metro o un metro e mezzo nei primi venti da uno che vale 9″90 e dotato di una fulminante uscita dai blocchi fulminante e capace di esprimersi nei primi tre/quattro appoggi alla Gatlin dei bei tempi (nemmeno Bolt usciva da Oscar).

Ma è evidente, almeno per ora, che né Tortu né Jacobs potranno mai considerare la partenza un loro fiore all’occhiello. E’ dopo che escono alla grande, è nel “lanciato” che si capisce di che pasta siano fatti. Dopo lo sparo, devono soltanto cercare di perdere meno possibile e di non anticipare la fine della fase di accelerazione. E’ in questi punti che debbono perfezionarsi per immaginare, anche nei prossimi giorni, di avvicinarsi al numero “10”, rosicchiando centimetri e centesimi che fanno tutta la differenza del mondo, per arrivare a sfiorare i loro personali (9″99 e 10″03). Jacobs sarà in pista a Turku, in Finlandia, l’11 agosto. Tortu farà un 100 a metà agosto (possibili anche il meeting di Le Chaux-de-Fonds del 15 agosto e quello di Lugano il 18). 

Fonte