BERGAMO – La seconda maglietta dell’Inter 2020-2021 è stata sbertucciata con metafore gastronomiche: “Pare Il pranzo è servito”, “Una tovaglia da picnic”. Di sicuro indossandola nell’ultima di campionato i – si fa per dire – nerazzurri hanno banchettato, una colazione sull’erba del prato di Bergamo che ha risolto in modo molto più netto del previsto la sfida per il secondo posto (0-2). Anzi, l’Atalanta, dopo aver a lungo sognato, e meritato, prima lo scudetto, poi un posto d’onore comunque mai ottenuto nella propria storia, si trova terza, avendo rischiato addirittura di scendere giù dal podio, superata anche dalla Lazio di Immobile. Però a preoccupare di più i bergamaschi non è la posizione finale, che comunque dà l’accesso alla Champions dell’anno prossimo, ma la Champions di quest’anno: tra sette giorni c’è il quarto di finale col Psg e una prestazione così non autorizza nessun tipo di speranze. Atalanta pessima, insomma, con un gol preso in modo ridicolo al 1′, quando Gosens fa blocco a Gollini su corner e permette la facile craniatina di D’Ambrosio, e da lì in poi capace addirittura di peggiorare: nulla in attacco, sovrastata a centrocampo da un’avversaria in superiorità numerica (5 contro 4, senza che i trequartisti Pasalic e Gomez si sentissero mai in dovere di dare una mano) e svagata in difesa. Anche se il raddoppio è un capolavoro individuale, un gol alla Messi (ops) di Young, che da sinistra si accentra e di destro la mette a giro nell’angolo più lontano (19′). E a spiegare la pessima prestazione basta proprio l’identità dei due marcatori: i laterali dell’avversaria, mentre di solito le fasce sono il punto di forza dell’Atalanta. Non è ancora il caso di drmmatizzare (di preoccuparsi sì): può benissimo essere un episodio di stanchezza di una stagione infinita, o forse la testa già più al Paris Saint Germain, essendo l’Europa dei grandi già certa da tempo. E non dimentichiamo l’assenza di Ilicic, causa problemi non dicibili causa privacy.

La cronaca della partita

L’Inter, a proposito di problemi, ne ha uno in fondo ben peggiore: non sa se più gioire o tirarsi dei pugni in testa. Il secondo posto è un mezzo capolavoro di Conte, ma solo mezzo, ovvero ha finito a un punto dalla Juventus. Sarebbe bastato qualcosa di più qui o lì per fare ora altri discorsi. Esempi, tanto per infilare il dito nella ferita aperta: Gagliardini che non sbaglia l’insbagliabile contro il Sassuolo, Lautaro che butta dentro il rigore del 2-0 col Bologna, oppure solo uno dei due scontri diretti giocato un po’ meglio. D’accordo, quel che conta è il distacco al momento della sconfitta matematica (-7), ma finire secondi a una sola lunghezza dalla Juve è assolutamente da Inter, però quella pazza che l’inno mandato in discarica da Conte invitava i tifosi ad amare. Conoscendolo, urlerà di rabbia e nervosismo per decenni. Anche se sono discorsi col senno del poi, naturalmente, tra l’altro proprio per gli scontri diretti anche in caso di arrivo a pari punti avrebbe vinto la Juve. Ma dimostra che l’Inter in questa stagione, con tutti i suoi alti e bassi, ha sprecato un’occasione gigantesca quasi quanto quel gol di Gagliardini. E lo si capisce perfettamente pensando alla bella prestazione a Bergamo: aggressività dal primo secondo, premiata dal gol immediato, gamba, idee, schemi in velocità, voglia di divertirsi, un giocatore meglio dell’altro, soprattutto nei 45 minuti iniziali, dato che i secondi sono stati a ritmi più laschi. Ma la riprova che comunque in una stagione ricca di cose belle o bellissime (su tutte Lukaku, uno che con un fisico pazzesco e una velocità insospettabile ha spaccato diverse partite) ce ne siano state anche di brutte, lo dimostra il fatto che sabato l’Atalanta giocherà i quarti di finale di Champions, l’Inter mercoledì gli ottavi di Europa League, dopo essere uscita malamente da un girone di Champions meno difficile di quello dei bergamaschi.

Atalanta-Inter 0-2 (0-0)
Atalanta (3-4-2-1):
Gollini 5 (5′ Sportiello 6) – Toloi 6 Caldara 5,5 Djimsiti 5,5 – Castagne 5 (16′ st Hateboer 5,5) De Roon 5 Freuler 5 (16′ st Malinovskyi 5,5) Gosens 5 – Pasalic 4,5 (16′ st Muriel 5,5) Gomez 4 (46′ st da Riva sv) – Zapata 5. All. Gasperini 5
Inter (3-5-2): Handanovic sv – Godin 6,5 De Vrij 6,5 Bastoni 6,5 (33′ st Skriniar sv) – D’Ambrosio 6,5 (33′ st Biraghi sv) Barella 6,5 (45′ st Eriksen sv) Brozovic 6,5 Gagliardini 6,5 Young 7 (45′ st Moses) – Lukaku 6,5 (26′ st Sanchez sv) Martinez 6,5. All. Conte 7,5
Reti: 1′ D’Ambrosio 19′ Young
Arbitro. Giacomelli 6,5. Note. Ammoniti De Vrij, Djimsiti, Toloi, Brozovic

 
 

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