BERGAMO – “Rispetto all’andata è cambiato tanto, sia da parte nostra che da parte della Roma. Credo che sarà una partita un po’ diversa. Mi aspetto una partita equilibrata”. Gian Piero Gasperini presenta così Atalanta-Roma di domani sera. Una sorta di spareggio Champions visto che i bergamaschi sono al quarto posto e precedono di tre punti proprio i giallorossi. Ed è inoltre una gara che precede lo storico ottavo di finale di Champions League contro il Valencia, in programma mercoledì 19 a San Siro.

“Tre gare in una settimana? Non è un problema fisico”

“Tra serie A e Champions League abbiamo tre partite, ma ne ha fatte altrettante cavandosela benone anche il Verona, col recupero con la Lazio in mezzo a Milan e Juventus. Ho sempre detto che nei trittici non c’è un problema fisico”, spiega Gasperini che però non fa anticipazioni sulla formazione, salvo lo scontato rientro di de Roon, squalificato a Firenze, mentre le possibili alternative sono Caldara a Djimsiti dietro e Malinovsky a uno dei tre davanti Gomez, Ilicic e Zapata in vista del Valencia di mercoledì a San Siro: “Chiunque giocherà ha comunque una buona dote di presenze e minutaggi, i titolari non solo solo undici. Non so cosa si intenda per turnover: si chiama così quando ne riposano due, tre o quattro?”.

“Gara importante ma non decisiva”

Nel match di andata all’Olimpico finì 2-0 per i bergamaschi: “E’ una partita importante e molto attesa perché giochiamo con la Roma che è la diretta concorrente più vicina a noi. Siamo in un buon momento ed è una fase della stagione molto importante. Gli scontri diretti hanno una doppia valenza. La Roma è un avversario di valore, basta guardare l’attacco, sia numericamente che qualitativamente: hanno tanti attaccanti di assoluto valore”. In casa l’Atalanta non vince dal 6 gennaio: “In casa abbiamo un po’ stentato nelle ultime partite, ma per noi giocare a Bergamo questa partita può essere una bella opportunità –  dice ancora l’allenatore dei bergamaschi  – Dobbiamo concentrarci su quello che sappiamo fare e su come affrontare l’avversario. La cosa migliore adesso è non guardare la classifica, ma pensare a una partita per volta”.
Partita importante, non decisiva: “Non esistono gare decisive quando ne mancano 15 alla fine di un campionato così equilibrato: inseguire un obiettivo non richiede fretta. Io, almeno, non ne ho. E non è vero che preferisco affrontare squadre che giocano a viso aperto piuttosto che quelle che si chiudono: se fanno gioco vuol dire che sono forti. Come la Roma”. L’allenatore nerazzurro si sofferma sul gruppo di Fonseca: “Anche l’attacco giallorosso è da squadra di valore e completa, oltre a Dzeko sono almeno in sette. Negli anni scorsi è stata a lungo al secondo e al terzo posto, due anni fa era in semifinale di Champions League ed è sempre attrezzata per l’Europa. Dal nostro 2-0 all’andata siamo cambiate entrambe. Non cambia che troviamo nostri giocatori dappertutto: non c’è Cristante, ci sono Mancini, Spinazzola, Ibanez, Zappacosta che non era mio, Perotti che ho avuto al Genoa… Tutti quelli che se ne sono andati ci hanno comunque dato tanto. Ma solo quel ‘lazzarone’ di Petagna ci castiga sempre”, scherza il Gasp.

“Var a chiamata? Una caciara”

Infine qualche battuta sul Var: “Se ce lo concedono, questo Var a chiamata, ne farò uso come gli altri, ma sono contrario. Mi sembra una caciara, ci sono già interruzioni lunghe: cosa fanno, mettono a disposizione una moviola per ogni panchina?”, dice Gasperini riguardo l’annunciato sì della Figc al “challenge”, ovvero alla chiamata dell’on field review sui singoli episodi da moviola da parte delle due squadre. “Gli arbitri sono già tanti, come è possibile che non vadano a vedersi da soli tutti gli episodi? – osserva il tecnico nerazzurro -. Si mettano d’accordo, la questione si può risolvere semplicemente. Se io sono a 70 metri cosa posso vedere? Mi pare che qui si aggiungano sempre cose inutili nel pentolone, a parte lo spezzettamento del gioco”.



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