Provenza«L’insorgenza del Covid-19 ha trovato i nostri territori impreparati nel rispondere alla drammatica domanda di salute. Solo oggi, con il DM 71, stiamo procedendo a quella riorganizzazione della rete territoriale non più rinviabile. Con la nostra mozione chiediamo che questo processo sia sostenuto dalla visione di un nuovo modello organizzativo-gestionale e del potenziamento della dotazione del personale sanitario e amministrativo». Così Nicola Provenza, deputato del MoVimento 5 stelle, nel corso della discussione generale in Aula alla Camera sulla mozione per la riorganizzazione dell’assistenza sanitaria territoriale.

«Occorre ripensare e riorganizzare la rete dell’assistenza territoriale, sanitaria e socio-sanitaria, per garantire una risposta assistenziale appropriata ed efficace – continua il deputato pentastellato -. Per noi resta centrale il ruolo clinico del medico di famiglia, in un lavoro d’équipe con gli altri professionisti della sanità, come filtro della domanda e come garante dello stato di benessere o di selezione degli interventi per l’assistenza di pazienti acuti o cronici, nell’ambito della Casa di comunità. Così come è essenziale il rafforzamento dell’Assistenza domiciliare integrata (Adi) per garantire una completa presa in carico degli assistiti».

«Infine, pensiamo sia il momento di introdurre strumenti per la valutazione dell’esito di cura superando il sistema dei Livelli essenziali di assistenza, una remunerazione dei professionisti in base al risultato e il potenziamento della telemedicina che appare oggi finalmente matura per garantire servizi di alto livello per diagnosi, terapia e follow up di pazienti cronici. Il governo di tutto ciò non può che essere in capo a direttori sanitari di distretto sempre meglio formati e selezionati con trasparenza e con criteri di competenza» conclude Provenza.



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