Arianna David la scorsa settimana è stata ospite da Monica Setta a Storie Di Donne Al Bivio dove ha parlato apertamente del suo disturbo alimentare.

“Ogni tanto vengo assalita dalla malattia […] da ottobre ho iniziato questo malessere e mi sfogo col cibo, mi si chiude proprio lo stomaco. […] Dico la verità, non mangio niente a colazione, bevo solamente un caffè. A pranzo non mangio e la sera mi faccio un po’ di verdura bollita. Se mi sento in colpa? Vado a periodi, a volte sì a volte no. Dipende da come mi sveglio la mattina e vedo il mio viso. Tu dirai: ‘Ma cosa sta dicendo?‘ Però io ho sempre fatto a pugni col mio viso, perché ho il viso tondo”.

Una routine che è diventata, purtroppo, normalità anche per i suoi figli.

“Loro ormai non ci fanno neanche più caso. Gregorio che è il mio figlio più giovane mi dice: ‘Mamma tu non sei italiana, perché non mangi la pasta, non mangi la pizza, non mangi il pane‘. […] Ora mi massacreranno, ma questo è un periodo che mi è presa così. Poi se mi portano al ristorante magari mi mangio anche il pesce alla griglia. In questo momento ho questa difficoltà”.



Arianna David, i suoi ultimi sfoghi in tv

Arianna David del proprio disturbo alimentare ne ha parlato nell’ultimo periodo anche da Caterina Balivo a La Volta Buona, da Eleonora Daniele a Storie Italiane e da Bruno Vespa e Cinque Minuti.

Peso 46 chili e ho la taglia 34 da bambina. Succede che quando ti ammali di questo tipo di malattia, se così possiamo chiamarla, non se ne esce mai fuori. Si hanno continuamente delle ricadute, qualsiasi cosa ti possa accadere nella vita, purtroppo, tu te la prendi sempre col cibo. In questo periodo della mia vita io sto soffrendo di anoressia nervosa, sono talmente nervosa che non ho mai appetito e questo mi porta a non mangiare“. Bruno Vespa a quel punto le ha detto: “Lei mangia un piatto di fagiolini al giorno“. “E mi alleno anche in palestra“, ha aggiunto Arianna, spiegando: “Non vado in palestra per dimagrire, non guardo le calorie del fagiolino o del gelato. Io proprio non ho fame“.

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