I romani, si sa, furono maestri di stabilimenti termali. Ma trovarne uno grande e articolato a San Casciano dei Bagni, piccola località della provincia senese nota per le sue acque salutari, non era scontato. E invece ci sono grandi edifici attorno a diverse vasche artificiali digradanti lungo la collina. E la prima venuta alla luce, scavando nel fango caldo, è ben pavimentata e circondata da un portico colonnato proprio come nelle moderne Spa. La notizia più bella però, annunciata oggi nel Palazzo della Provincia di Siena, è un’altra: non era solo una Spa ma un luogo sacro. Un santuario dove, immergendosi nelle acque, si chiedeva al dio la grazia della guarigione.

Una scoperta dopo l’altra

Già nell’estate scorsa era venuto alla luce un altare con dedica al dio Apollo, nei pressi dell’ingresso monumentale del santuario, e fu annunciata la scoperta del “Santuario di Apollo”. Ma nell’autunno gli scavi sono continuati e si è trovato un altare dedicato alla Fortuna Primigenia, divinità nota per un solo santuario enorme a suo nome, a Palestrina a sud di Roma. Poi è venuto alla luce un secondo altare per Iside, la divinità egiziana. E ancora una bella statua in marmo di Igiea, divinità della salute figlia di Asclepio, il dio guaritore per eccellenza. E altri altari trovati in passato in zona, con dediche ad Apollo, a Igiea e Asclepio, vengono sicuramente dallo stesso luogo.

“Era un santuario internazionale di grandissima importanza” commenta Jacopo Tabolli, archeologo della Soprintendenza per le provincie di Siena Grosseto e Arezzo, e coordinatore del comitato scientifico dello scavo. Un santuario che si trova proprio a fianco delle vasche del cosiddetto Bagno Grande dove ci si immerge tuttora. La sorgente utilizzata ai tempi dei romani e oggi, che sgorga a 42°, è esattamente la stessa.

Il bagno antico e moderno a San Casciano dei Bagni (Siena) 

Si parlava da tempo della presenza di terme romane in zona. Almeno dal Cinquecento quando vennero alla luce i primi reperti, e i Medici di Firenze costruirono le loro terme più a valle, impiegando molti marmi antichi. Le ricerche attuali sono iniziate nel 2016 per espressa volontà dell’amministrazione comunale che finanzia l’intera operazione. Sì è cominciato con le ricognizioni sul terreno e le prospezioni geofisiche, e con la redazione della carta archeologica e del piano paesaggistico. Però nessuno immaginava di trovare un complesso così grande e articolato, e per di più sacro.

Un libro per raccontare la storia del santuario

E oggi a Siena è stato presentato anche il volume che racconta la storia del santuario, così com’è stata ricostruita grazie alle indagini. Fu realizzato all’epoca dell’imperatore Augusto, ma il periodo di massima importanza fu verso la fine del II secolo d.C. quando furono dedicati alle divinità diversi altari, prima per chiedere la guarigione di una certa Triaria, e poi perché era guarita, “per grazie ricevuta”. “Molto probabilmente – spiega Tabolli – Triaria apparteneva a una famiglia di senatori di Roma che a quel tempo aveva possedimenti in zona e grande influenza sul santuario”. Ma quella fu anche l’epoca della peste antonina che decimò la popolazione, e fece di certo la fortuna del luogo sacro. Che perdette importanza solo con la diffusione in zona del cristianesimo alla fine del IV secolo d.C. quando gli edifici sacri furono smantellati. Le vasche, invece, continuarono a funzionare ancora a lungo.

Il bagno antico e moderno a San Casciano dei Bagni (Siena) 

Tutt’intorno al santuario, poi, sono venuti alla luce decine e decine di ex voto, soprattutto orecchie di bronzo e piombo. “E moltissime gocce di piombo che – spiega Tabolli – richiamano il rituale etrusco per il dio Suri, il dio guaritore degli Etruschi legato al mondo sotterraneo: in suo onore si fondeva il piombo lasciandolo poi colare a terra a intervalli regolari”. Prossimamente si comincerà a scavare all’interno della vasca, andando sempre più indietro nel tempo, e Tabolli è certo di trovare testimonianze etrusche. “Come anche altrove in Etruria, è possibile che i Romani si siano appropriati di un luogo già sacro agli Etruschi”.

La statua di marmo di Igiea, ritrovata negli scavi a San Casciano dei Bagni 

Nel frattempo fervono i lavori nella sede del comune di San Casciano per trasformare l’atrio in una sorta di ricostruzione del santuario dove saranno esposti gli oggetti che di volta in volta emergeranno dagli scavi.

Perché si prevede di scavare ancora a lungo per portare alla luce l’intero complesso. “E alla fine, quando l’area sarà restituita ai cittadini, il paesaggio della valle sarà radicalmente cambiato. – conclude Tabolli – Per preservare al meglio le antiche vasche, si dovranno riempire d’acqua. E l’antico santuario tornerà esattamente com’era in passato”.

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