Durante l’ultima puntata di Benedetta Primavera Loretta Goggi ha ospitato anche Antonino Spadaccino. Un utente di Twitter ha commentato la performance dell’artista con un secco: “Che passiva“. Il cantante ha subito replicato con un tweet: “Mbè? Tutti alpha dietro la testiera. Ci facciamo la guerra tra di noi?“.

L’intervento di Vladimir Luxuria.

Ieri sera anche Vladimir Luxuria ha commentato l’accaduto: “Passiva come insulto ha diversi significati: 1) usare il femminile per denigrare qualcuno denota misoginia e disprezzo per le donne 2) chi considera essere passivo deprecabile si sente meno gay se fa l’attivo? Brutta cosa invidiare chi va in tv.”

Antonino Spadaccino ringrazia Vlady.

Dopo il tweet di sabato scorso, Antonino Spadaccino ieri sera è tornato a commentare il ‘passiva gate’. Il cantante di Comunque Sia ha spiegato di aver riso per il ‘passiva’, ma anche aggiunto che non tutti hanno le spalle larghe come le sue.

“Ringrazio Vladimir che è sempre così attenta e sensibile. Quindi grazie dal profondo del mio cuore. Ringrazio anche tutti i giornalisti che si sono occupati del passiva gate. Però adesso ci tengo a precisare una cosa. Io non ho risposto a questo utente che mi ha dato della passiva perché mi sono sentito offeso. Ho risposto perché intendo dare un messaggio preciso. I social non sono una sputacchiera dei pensieri. Dietro allo schermo del telefono o del computer ci sono le persone. E le persone vivono, sentono e si dispiacciono, anche di un commento di un perfetto sconosciuto.

E per un artista che non ha nascosto la propria natura, ricevere un commento così cretino significa anche la responsabilità di non far finta di niente. A me quel passiva detto nella goliardia di Twitter mi ha fatto anche ridere, perché oggi sono una persona risolta e matura. Perché ho gli strumenti per riconoscere un commento cretino da uno cattivo. Però non siamo tutti così. Se l’avessero detto ad Antonino di Foggia di 14 anni avrebbe avuto un altro peso. Il peso specifico del sentirsi sbagliati. E io questo non lo posso permettere. Questo non è politicamente corretto, questo è eticamente giusto”.



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