Nelle città, molti bambini hanno perso il contatto con gli animali, provando ribrezzo o paura nei loro confronti. I libri possono essere uno strumento prezioso per ritrovare questa connessione. Il saggio “Maledette favole” di Fabio e Lella di Troglodita Tribe esplora la letteratura per l’infanzia, mostrando come gli animali vengano spesso antropomorfizzati e utilizzati per rappresentare vizi e virtù umane, cancellando la loro essenza.
Gli autori parlano di “humanwashing”, un espediente narrativo che trasforma gli animali in strumenti di una narrazione funzionale all’immaginario umano. Questo processo è presente in molte favole e fiabe, da Esopo a Disney. I libri per l’infanzia del passato non erano sempre adatti ai bambini, rappresentando spesso scene di violenza e abbandono.
Tuttavia, alcuni autori come Beatrix Potter hanno segnato un punto di svolta, introducendo il concetto di albo illustrato e rappresentando gli animali in modo più autentico. Anche il modello della “fattoria felice” è stato criticato per rappresentare gli animali come creature al servizio dell’uomo. Gli autori hanno scoperto che molti libri per l’infanzia contengono messaggi ingannevoli sugli animali, come ad esempio il Pifferaio di Hamelin, che racconta una storia di rapimenti e abbandoni.
Gli animali domestici, come cani e gatti, possono aiutare a mantenere il legame con il regno animale. Tuttavia, anche in questi casi, gli esseri umani tendono a imporre le proprie aspettative sugli animali. Esistono criteri estetici che collegano certi animali a certe qualità, come ad esempio l’idea che l’animale brutto sia sempre cattivo. Tuttavia, ultimamente si sta facendo strada l’idea del mostro in senso positivo, come ad esempio in libri come Barnabus.
Gli autori consigliano libri come I musicanti di Brema, Osso di Michele Serra e Barnabus dei The Fan Brothers per una narrazione più autentica degli animali. Infine, ritengono che liberare un animale sia un atto benefico sia per chi lo riceve che per chi lo compie.