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lunedì – 8 Dicembre 2025

Alluvione a Meda: analisi sugli eventi estremi e responsabilità

A quasi due mesi dall’esondazione del Tarò, Sinistra e Ambiente ha presentato un’analisi dettagliata sull’evento che ha colpito Meda e altre città del bacino Tarò/Certesa e del Seveso. Il gruppo sottolinea che la copiosa pioggia, che ha portato a 200 mm di precipitazioni tra le 3 e le 11 del mattino, non deve essere usata come scusa per evitare responsabilità più importanti.

Secondo l’associazione, la mancanza di un allerta tempestivo ha contribuito al disastro, evidenziando anche come la frequenza di eventi meteorologici estremi stia aumentando a causa dei cambiamenti climatici. Sinistra e Ambiente critica anni di urbanizzazione e impermeabilizzazione che hanno saturato le aree di esondazione naturale del fiume e dei suoi affluenti. Viene menzionato il forte incremento della cementificazione in Monza e Brianza, che risulta la provincia più cementificata d’Italia.

Il gruppo richiama l’attenzione sulla variante al PGT di Meda, che potrebbe rappresentare un’opportunità per migliorare la tutela dell’ambiente. Le osservazioni fatte insieme a PD e Meda Aperta potrebbero segnare un cambiamento significativo nelle politiche locali. Tuttavia, si segnala la mancanza di risorse regionali e si considera insufficienti i fondi stanziati dal Governo per gestire l’emergenza.

Tra le misure urgenti da adottare, il gruppo propone la pulizia degli alvei, il ripristino degli argini e l’installazione di un sistema di monitoraggio dei livelli del torrente. Tuttavia, questi interventi sono considerati necessari ma non risolutivi.

Sinistra e Ambiente esprime preoccupazione riguardo alle vasche di laminazione previste, ritenendole potenzialmente impattanti su terreni agricoli e boschivi. Invece, suggeriscono soluzioni più sostenibili e diversificate. Infine, invitano a considerare aree dismesse e non sviluppate come spazi per bacini di laminazione, sottolineando l’importanza di una progettazione coordinata tra i comuni della zona.

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