A Milano si segnala un crescente allarme per i nitazeni, oppioidi sintetici facilmente reperibili che non richiedono una pianta per essere prodotti. Valeria Petrolini, membro del Consiglio direttivo della Società Italiana di Tossicologia e medico del Centro antiveleni IRCCS Maugeri di Pavia, spiega che, sebbene non siano ancora considerati un problema sanitario per il numero di decessi, i loro effetti sono allarmanti. Questi nuovi oppioidi agiscono su recettori simili a quelli di oppiacei noti come eroina e morfina.
Le nuove sostanze psicoattive, incluse nei nitazeni, sono allarmanti per i loro effetti sulla salute. Petrolini avverte che la correlazione tra l’uso di queste sostanze e l’insorgenza di psicosi è crescente, in particolare tra i giovani. Sono stimate oltre mille nuove droghe in circolazione in Europa, e il loro numero potrebbe essere ancora maggiore.
Attacchi di panico e problemi respiratori sono tra i sintomi associati all’uso di cannabinoidi sintetici, derivati da molecole progettate in origine per scopi terapeutici. L’ospedale in Lombardia ha avviato un reparto per studiare e curare i danni provocati da queste sostanze, che colpiscono principalmente giovani adulti ma anche utenti più anziani.
Attualmente, il trattamento per le overdose utilizza il Naloxone, ma le dosi necessarie per i nitazeni potrebbero differire rispetto a quelle utilizzate per eroina o morfina. L’Italia ha avviato un piano di prevenzione mirato ai fentanili, ampliato ad altri paesi del G7, poiché il problema dei nitazeni è in crescita anche nel territorio.