Alex Britti resta “senza parole” e propone un album, intitolato ‘Mojo’, interamente strumentale, che uscirà il primo luglio, perché – spiega intervistato dall’Adnkonos alla Casa del Jazz di Roma dove si esibirà sabato – ha avvertito l’esigenza di “fare un disco diverso, qualcosa che finora non avevo mai fatto; anche se – aggiunge – ho sempre cercato di ‘infilare’ temi strumentali fra un brano e l’altro in tutti i dischi pop che ho inciso. Ora, ho sentito una sorta di dovere morale di fare un disco interamente strumentale”. E assicura che “nessuno di questi brani strumentali diventerà in futuro una canzone, almeno non da parte mia: i pezzi li ho partoriti così e resteranno così, per me”.

Del resto, osserva il cantautore romano, “mi piace suonare la chitarra; e mi piace ragionare e produrre non solo nella modalità canzone”. Potremmo dire che è nelle tue ‘corde’… “Esatto”, accetta la battuta Alex Britti. Nell’album le sonorità blues prevalgono, ma accolgono anche accenti fusion, jazz, funky, country e persino rock, “ma non è colpa mia – mette le mani avanti – del resto, si dice che siamo quel che mangiamo e io ho ‘mangiato’ tanta musica e di diverso genere”. ‘Chitarristicamente’, spiega di avere come punto di riferimento principale “Steve Redmond, quello che più mi ha dato l’imprinting di come si mettano le dita sulla chitarra elettrica; poi Carlos Santana, Pat Metheny, Jimy Hendrix, Paco De Lucìa. Non ho invece mai amato il suono della chitarra jazz”, confessa.

Tornando all’album e al suo titolo, ‘Mojo’, Alex Britti spiega che “è una parola che riporta subito in un territorio, sia musicale che geografico, ben preciso, ovvero il Sud degli States, dove iniziò il primo miracolo della fusione fra varie culture, dove la musica rappresentava il mix di queste culture, anche sociali, diverse. ‘Mojo’ vuol dire amuleto, è un portafortuna: io non credo nella fortuna ma nel propiziarsi la sorte con il proprio stato d’animo. Anche il circondarsi di cose che fanno star bene è una sorta di amuleto”. Quanto al ‘Mojo Tour’, “canterò anche qualche brano, ma non ‘La vasca’… magari quelle canzoni che mi è dispiaciuto siano rimaste nell’album senza essere mai diventate singoli di successo”.

(di Enzo Bonaiuto)

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