13 C
Roma
martedì – 16 Dicembre 2025

Acqua dolce sotto l’Adriatico: una risorsa da scoprire

Sotto il mare Adriatico si sono scoperte riserve di acqua dolce, soprattutto nell’Alto Adriatico e lungo le coste romagnole. Queste risorse potrebbero rivelarsi preziose, specialmente in un contesto di cambiamento climatico. Ma come sono state individuate?

Secondo Angelo Camerlenghi, ricercatore dell’Istituto Nazionale di Oceanografia e Geofisica Sperimentale di Trieste, l’interesse perqueste risorse è in crescita grazie a studi geologici. Durante le indagini geofisiche, si sono rinvenute acque interstiziali a bassa salinità sotto il fondale marino, in parte scoperte durante le perforazioni per la ricerca di petrolio e gas.

La costa dell’Alto Adriatico era, durante l’ultimo periodo glaciale, un’ampia pianura in cui confluivano vari fiumi. Con la risalita del livello del mare, le acque dolci sono rimaste intrappolate sotto strati di acqua salata e potrebbero essere ancora presenti.

Le ricerche sono state condotte in diverse aree del mondo, con stime che parlano di volumi di acqua dolce potenzialmente compresi tra 500 mila e un milione di chilometri cubi. La prima perforazione scientifica avvenuta negli Stati Uniti ha confermato l’esistenza di queste acque.

La crescita della domanda di acqua a causa del cambiamento climatico rende necessaria la ricerca di nuove risorse, come quelle sottomarine. Inoltre, esistono metodi alternativi per raccogliere acqua, come la fusione di ghiacci o l’intrappolamento della nebbia.

Specificamente per l’Adriatico, sono emerse prove della presenza di acqua dolce in punti come l’Isola delle Rose e da antiche perforazioni nel mare di Venezia. Tuttavia, è fondamentale completare studi e campionamenti per capire la qualità e l’età di queste riserve, così da regolarne il possibile sfruttamento.

ARTICOLI CORRELATI

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui

PIÙ POPOLARI