“Sono stati attimi di concitazione e paura durante il suono delle sirene. Il nostro pensiero è andato allo tsunami del 2002 e alla fragilità del costone roccioso di Ginostra. Allora le onde furono alte quasi 10 metri mentre ieri fortemente appena 1,5 metri”. A parlare con l’Adnkronos è Gianluca Giuffrè, uno degli abitanti di Stromboli dopo l’allarme di ieri. “Non oso immaginare cosa sarebbe successo se le onde fossero state alte come allora, probabilmente parte del costone su cui poggia il mio villaggio sarebbe venuto giù con devastanti conseguenze. Aspettiamo da anni la messa in sicurezza ed il consolidamento del costone di Ginostra- dice – Nel contesto dell’emergenza Stromboli del 2019 furono finanziati i lavori e recentemente appaltati ma ad oggi nessun intervento concreto è stato posto ancora in essere, nonostante i lavori siano stati consegnati lo scorso giugno. Si parla della posa in opera di una rete e di qualche micropalo che sicuramente non riusciranno a fermare le frane”.

“Abbiamo segnalato la questione più volte. Il crollo di parte del costone farebbe venire giù anche la strada principale del villaggio e finirebbe sull’approdo di Protezione Civile precludendoci ogni via di fuga in caso di emergenza – prosegue Giuffrè – Oggi spaleremo la sabbia che è venuta giù ieri con l’orecchio attento alle sirene e pronti a tutto con la speranza che chi di competenza intervenga subito”.

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