I labirinti, “simbolo naturale della perplessità”, secondo Jorge Louis Borges, affascinano l’uomo fin dai tempi antichi, quando sull’isola di Creta Dedalo ne costruì uno per il Minotauro, figlio mostruoso del re Minosse.

Strutture architettoniche ingegnose e complicate che fanno perdere l’orientamento, i labirinti rappresentano lo smarrimento per antonomasia: tra mistero e bellezza, quelli botanici sono diventati un elemento ricorrente nei sontuosi giardini delle ville sei-settecentesche, sia come gioco per intrattenere gli ospiti, sia come emblema del proprio status e del proprio potere.

La “sfida” del labirinto non ha mai smesso di affascinare gli esseri umani ed è entrata nell’immaginario collettivo anche attraverso numerose narrazioni, da quello di Teseo e del Minotauro a quello rappresentato in Harry Potter e il Calice di Fuoco, da quello della biblioteca ne Il nome della Rosa di Eco a quello all’esterno dell’Overlook Hotel in Shining di Kubrick.

Nel mondo sono molti i labirinti aperti al pubblico: ne abbiamo scelti sette tra i più belli.

I 7 labirinti più belli al mondo

Da Venezia alle Hawaii, iniziamo il nostro labirintico viaggio intorno al mondo verso 7 destinazioni indimenticabili: metti in valigia il filo di Arianna e prenota il prossimo volo!

Il labirinto di Villa Pisani (VE): uno dei più impegnativi al mondo

La nostra prima tappa è a Villa Pisani, che si trova sulla Riviera del Brenta, a Stra, in provincia di Venezia: è qui che si trova uno dei labirinti più impegnativi al mondo.
Costruito nel 1722 ad opera dell’architetto Girolamo Fringimelica, questo labirinto è conosciuto sin dai tempi di Napoleone ed è stato menzionato in molte opere letterarie, come “Il Fuoco” di Gabriele D’Annunzio. Composto da nove cerchi concentrici di siepi di carpino, poi sostituite nel XIX secolo con siepi di bosso, il labirinto ospita al suo centro una torretta con una doppia scala elicoidale, progettata per confondere ulteriormente i visitatori. Concepito come attività ludica, con l’obiettivo di perdersi per ritrovare l’uscita e vincere un premio, il labirinto è un intreccio di vicoli ciechi che rendono la sfida ancora più ardua.

Il labirinto a stella di Parma

Il Labirinto della Masone di Fontanellato, a Parma, è un’opera creata da Franco Maria Ricci. Esteso su una superficie di 5.000 metri quadrati, il parco ospita anche importanti risorse culturali, tra cui la collezione personale di Ricci, composta da oltre 500 opere dal ‘500 al ‘900, e una ricca biblioteca.
La caratteristica di questo labirinto è la sua struttura a stella, che si estende su oltre 7 ettari di terreno, costituita da circa 200.000 piante di bambù di varie altezze. Al centro dell’intricato percorso si trova una piazza di 2.000 metri quadrati, circondata da portici e saloni, che ospita concerti, mostre e altri eventi culturali. Su un lato della piazza c’è una cappella dalla forma piramidale, che arricchisce ulteriormente l’esperienza di chi visita questo luogo incredibile.

A Vienna, il labirinto degli Asburgo

Il Palazzo di Schönbrunn a Vienna, che è stato residenza estiva degli imperatori d’Asburgo, ospita un maestoso labirinto che si estende su una superficie di 1.715 metri quadrati.
Costruito tra il 1698 e il 1740, il labirinto in origine comprendeva quattro parti distinte, con un padiglione centrale rialzato che offriva una vista dell’intero percorso. Nel corso dei secoli il labirinto ha subito diverse trasformazioni dovute a lavori di manutenzione e a periodi di trascuratezza, fino a essere ridimensionato e modificato. Nel 1998 sono stati avviati i lavori per riportare il giardino-labirinto alla sua antica bellezza, cercando di ricostruirne l’aspetto originale il più fedelmente possibile.

Il labirinto di Reignac-sur-Indre, nella Loira

Nel cuore della Loira, una delle più belle destinazioni per un viaggio in Europa, c’è il Labirinto di Reignac-sur-Indre, immerso tra dolci colline e campi di grano e girasoli. Fondato nel 1996, questo labirinto è un’opera unica interamente costituita da piante di girasoli e mais, un tributo alla bellezza della natura, aperto al pubblico solo per metà dell’anno: durante l’autunno e l’inverno infatti le piante vengono tagliate e il terreno preparato per il ciclo successivo, garantendo così il rispetto delle stagioni e cambiando aspetto ogni anno. Visto dall’alto, il labirinto svela una struttura che omaggia gli anelli del pianeta Saturno.

Il labirinto nel parco cittadino di Barcellona

Situato nel quartiere omonimo nella periferia di Barcellona, il Labirinto di Horta ha più di due secoli fa. Creato nella tenuta della famiglia Desvalls dall’architetto svizzero Domenico Bagutti, il labirinto fu aperto al pubblico solo nel 1971, quando la famiglia cedette il parco al comune di Barcellona ed è oggi classificato come bene culturale di interesse locale. Arricchito da fontane, cascate e statue neoclassiche, questo labirinto è un giardino-museo immerso nel paesaggio in stile romantico che caratterizza l’intera tenuta.

Nel Wiltshire, il labirinto più grande della Gran Bretagna

Il Longleat Hedge Maze, vicino a Stonehenge, nel Wiltshire, regione sud-occidentale dell’Inghilterra, è il labirinto più grande del Paese e uno dei più estesi al mondo. Costruito nel 1975, questa intricata opera paesaggistica unisce con maestria ingegneria e botanica, creando un’esperienza visiva e tattile unica nel suo genere. Con oltre 16.000 siepi di tasso, il percorso del labirinto si snoda per una lunghezza totale di 2,75 chilometri e sfida i visitatori a trovare la torre centrale e successivamente l’uscita. L’impresa non è priva di difficoltà, dato il gran numero di sentieri che possono trarre in inganno.
Oltre al labirinto, i visitatori possono esplorare il vasto parco circostante, che si estende su 400 ettari, e un bosco di oltre 1600 ettari. All’esterno ci sono altri tre labirinti più piccoli, il parco safari e la sontuosa Longleat House, che è stata anche set per le riprese del film Barry Lindon di Kubrick.

Il labirinto di ananas alle Hawaii

Il Dole Plantation Pineapple Garden Maze, a Wahiawa sull’isola di Oahu nelle Hawaii, è considerato il labirinto più suggestivo al mondo. Con un’estensione di oltre 12 ettari, è formato da un percorso di più di cinque chilometri di sentieri zigzaganti fiancheggiati dalla ricca flora tropicale hawaiana, come l’ibisco e l’eliconia. Deve il suo nome al gigantesco ananas che troneggia al suo centro, creato meticolosamente con centinaia di cespugli.
Inaugurato nel 1998, il parco è cresciuto nel corso degli anni e ora ospita oltre 14.000 piante. Il labirinto è stato progettato come un divertente gioco, con otto tappe da scoprire lungo il percorso. Il tempo medio per completare il labirinto è di circa un’ora, ma il record attuale di uscita è di appena sette minuti.

Qualche trucco per uscire da un labirinto

Per quanto sia divertente passeggiare e perdersi in un labirinto, dopo un po’ prevale la voglia di uscire!
La matematica accorre in nostro aiuto: lo svizzero Eulero, uno dei matematici più importanti del Settecento, fu uno dei primi ad analizzare matematicamente i labirinti, contribuendo alla fondazione della topologia.
Nel tempo, diversi algoritmi sono stati sviluppati per risolvere i percorsi dei labirinti: vediamo i più diffusi.

Algoritmo random

L’algoritmo random prevede di avanzare nel labirinto fino a incontrare un incrocio, momento in cui si fa una scelta casuale, random appunto, sulla direzione da prendere. Se la direzione presa finisce in un vicolo cieco, si torna indietro. Questo metodo è estremamente semplice e può essere eseguito anche da robot poco sofisticati.

Regola della destra/sinistra

Questa tecnica consiste nel toccare la parete o destra o sinistra del labirinto all’entrata e seguire sempre questa parete, evitando di staccare la mano finché non si raggiunge un’altra uscita o il punto di partenza. Se c’è solo un’uscita, l’algoritmo porterà inevitabilmente a un vicolo cieco e si tornerà al punto di partenza senza smettere di seguire la parete scelta.

Algoritmo di Tremaux

L’algoritmo di Tremaux, o metodo iterativo, prevede di seguire casualmente un percorso all’interno del labirinto fino a incontrare un incrocio. Si segna il percorso fino a quel punto e, se si arriva a un vicolo cieco, si torna indietro fino all’ultimo incrocio, segnando il percorso sia all’andata che al ritorno. Quando si raggiunge un incrocio, si sceglie un corridoio non segnato in precedenza, se possibile, altrimenti si sceglie un corridoio segnato una sola volta, senza mai scegliere un corridoio segnato due volte. Iterando questo procedimento, l’algoritmo permette di trovare l’uscita del labirinto, o di ritornare all’entrata se non sono previste altre uscite.



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