Oggi, 17 maggio, è la giornata mondiale contro l’omofobia, la bifobia e la transfobia.

La data non è stata scelta a caso, ma è stata specificatamente scelta per ricordare la decisione dell’Organizzazione Mondiale della Sanità che – il 17 maggio del 1990 – decise di togliere l’omosessualità dalle malattie mentali.

L’omosessualità non è infatti una malattia, un disturbo della personalità, una moda o una perversione, ma una semplice variante naturale del comportamento umano. Nessuno ha infatti il potere di decidere e/o cambiare il proprio orientamento sessuale e chi sostiene il contrario mente sapendo di mentire.

E di omosessualità in questi giorni se ne parla parecchio, perché in Senato è tutt’ora bloccato dopo oltre sei mesi il DDL Zan, ovvero la legge contro l’omofobia, la bifobia, la transfobia, la misoginia e l’abilismo. Una legge SEMPLICISSIMA che andrebbe solo a completare una legge già esistente, la legge Mancino, che condanna l’odio immotivato contro etnia e scelte religiose.

Leggi che contrastano l’omofobia esistono nel mondo da decenni ed in Europa le hanno in vigore praticamente tutti gli stati membri e non, dalla Spagna all’Albania, passando per l’Estonia fino ad arrivare alla Romania.

Nel dettaglio hanno già in vigore leggi contro l’omotransfobia (via La Repubblica): Inghilterra, Francia, Spagna, Germania, Croazia, Albania, Bulgaria, Cipro, Austria, Danimarca, Estonia, Grecia, Malta, Lituania, Irlanda, Islanda, Olanda, Romania, Svezia, Norvegia, Finlandia, Lussemburgo, Monaco, Montenegro, Portogallo.

Nel 2004 inoltre il Parlamento europeo ha approvato una risoluzione che chiede agli Stati membri di «adottare legislazioni penali che vietino l’istigazione all’odio sulla base dell’orientamento sessuale e dell’identità di genere».

E mentre il mondo va avanti, le destre italiane ancora si interrogano se sia giusto o no tutelare un gay da un eventuale aggressione omofoba. Welcome To The Circus.

 



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