“Non ti chiamo Brasile ma Massimiliano che è il tuo nome”. Inizia così la lettera aperta che Vauro ha scritto al Brasile dopo il duro scontro avvenuto nel corso della trasmissione ‘Dritto e Rovescio’ condotta da Paolo Del Debbio. “Ti scrivo – si legge nella missiva pubblicata su Instagram – perché ci siamo trovati muso a muso con rabbia e con furore. Svastiche, effigi di Mussolini… tutto quello che ti sei tatuato sul corpo rappresenta per me (e non solo per me) orrore, schifo, disprezzo. Con tanta rabbia, certo, ma ti ho guardato negli occhi e oltre l’odio ho visto solitudine, rancore, disperazione e fragilità, sì proprio fragilità”.

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