Uova sono state lanciate da un gruppo di studenti contro le finestre del Rettorato dell’Università di Torino, una delle quali è andata in frantumi. Il corteo è partito dal Campus Einaudi, dove ieri sono avvenuti scontri con la polizia che proteggeva un volantinaggio del Fuan in occasione di un convegno sulle foibe. Nei tafferugli sono rimasti feriti tre agenti della Digos, un agente del commissariato Dora Vanchiglia e due guardie giurate dell’Università, e sono stati fermati tre antagonisti poi rinchiusi nel carcere delle Vallette.

Torino, gli antagonisti occupano il Rettorato dell'università: lancio di uova, una finestra in frantumi

Il vetro rotto dal lancio di uova

Circa duecento studenti dell’area antagonista oggi sono partiti in corteo diretti al rettorato. Gli studenti hanno percorso via Rossini fermando il traffico. In testa lo striscione “Nessuno spazio a fascisti e polizia”. Oltre un centinaio di manifestanti, dopo avere lanciato le uova e sfondato una porta, sono saliti al primo piano del palazzo per incontrare il rettore dell’ateneo, Stefano Geuna.

Ma l’Università non ha potuto ricevere i manifestanti: “Non ci sono le condizioni di sicurezza per incontrare gli studenti”. Da quanto si apprende, c’era la disponibilità a incontrare una delegazione di cinque persone, ma gli studenti saliti al primo piano erano più di cento e così il confronto è saltato. Intorno alle 13 i manifestanti hanno lasciato il Rettorato.

In post su Facebook il Collettivo universitario autonomo scrive: “Maya, Carola e Samuele si trovano da questa notte al cCarcere delle Vallette. Sono stati arrestati ieri, all’interno dell’Università, durante le cariche della polizia. Era chiaro fin da subito l’atteggiamento esaltato e aggressivo delle forze dell’ordine che si sono posti come sempre in difesa di fascisti e razzisti. L’Università ha la responsabilità di ciò che è accaduto, dimostrandosi completamente passiva al modus operandi della questura.Ora vogliamo la liberazione immediata dei nostri compagni e amici di università”.

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