TARANTO – Con anticipo rispetto al piano dei lavori è entrata nel bacino Ferrati dell’Arsenale di Taranto la portaerei Cavour, nave ammiraglia della flotta della Marina militare. A dicembre aveva attraversato il canale navigabile di Taranto, col ponte girevole aperto e una spettacolare manovra, dati gli spazi ristretti, dirigendosi in Mar Piccolo all’Arsenale. Qui è stata per circa sei mesi in banchina per una prima fase dei lavori di ammodernamento e ristrutturazione.

Taranto, la portaerei Cavour nel bacino per il restyling: un'operazione da 70 milioni di euro

Completata questa fase, la nave è stata trasferita nel bacino Ferrati per il completamento dei lavori: in questi ultimi rientra l’adeguamento del ponte di volo dell’unità per imbarcare gli F35B. L’operazione di ammodernamento della Cavour ha un costo di circa 70 milioni di euro ed è guidata da Fincantieri: l’indotto navalmeccanico di Taranto partecipa con diverse imprese.

Taranto, la portaerei Cavour nel bacino per il restyling: un'operazione da 70 milioni di euro

La portaerei ha un dislocamento a pieno carico di 30 mila tonnellate, una lunghezza di 244 metri e una larghezza di 39 metri. Prima dell’ingresso nel canale navigabile di Taranto, lo scorso dicembre, la portaerei aveva provato per alcuni giorni l’allineamento in Mar Grande. La larghezza per il transito dal ponte girevole è di 58 metri: coinvolta anche l’Università di Bari per lo studio delle correnti, in modo da impostare e condurre la manovra d’ingresso dell’unità senza rischi.

Entrata in servizio nel 2009, dal 2011 è la nave ammiraglia della flotta ed è anche la nave più grande mai entrata nell’Arsenale. La portaerei tornerà operativa a settembre 2020 (salvo eventuali anticipi), quando è attesa negli Usa per imbarcare i velivoli da combattimento F-35B. Fino ad allora il ruolo di ammiraglia della flotta italiana sarà rivestito dalla portaeromobili Garibaldi, anch’essa di stanza nella base navale di Taranto, che tornerà a imbarcare i cacciabombardieri AV-8B Harrier.

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