Condannata a otto anni di carcere Simona Amadio, la “talpa” della Procura che era in servizio presso l’ufficio di un procuratore aggiunto, accusata di avere fatto da informatrice, dall’ottobre 2017, per l’imprenditore Carlo D’Aguano , titolare di bar e sale giochi, ritenuto dagli inquirenti vicino ai clan della Camorra. E’ la decisione del Tribunale di Roma che ha disposto in totale 10 condanne, fra cui anche alcuni appartenenti alle Forze dell’ordine, e la fine del rapporto di lavoro con le rispettive amministrazioni di appartenenza. Per Amadio il pm Nadia Plastina aveva chiesto una condanna a 8 anni e mezzo.

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