di Elvira Terranova
“Da moltissimi anni ho il vizio del gioco, ho sempre speso quanto guadagnato alle Slot Machine e per tale ragione mia moglie mi ha lasciato. Sono stato anche presso un centro per circa 18 mesi al fine di disintossicarmi da tale vizio. Ma nonostante tutto ho perso sia il lavoro che la mia famiglia e sono stato costretto ad andare a vivere presso il centro di prima accoglienza del Buccheri La Ferla al fine di avere un luogo dove dormire e mangiare”. Inizia così il racconto fatto ai magistrati da una delle vittime della banda ‘spaccaossa’ scoperta dagli inquirenti a Palermo che ha portato al fermo di 42 persone, tra cui un medico e un avvocato. “Qualche tempo fa ho conosciuto un tale che si chiama Salvatore La Piana, noto come Totò, frequentavamo entrambi la stazione Centrale di Palermo e un giorno dell’anno scorso – continua il racconto della vittima – Totò mi ha proposto di farmi fratturare le ossa al fine di inscenare un finto incidente stradale”.

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