La storia dei Mondiali di rugby, che cominciano venerdì in Giappone con il match tra i padroni di casa e la Russia (è la nona edizione), si divide in due ère. Lo spartiacque è stato tracciato nel 2007 nel Tempio di Cardiff dalla meta di Jauzion, frutto di un passaggio in avanti del francese Traille a Michalack non visto dall’arbitro inglese Barnes. Quella sera, che in tribuna a fare il tifo c’era anche Sarkozy, la Francia eliminò gli All Blacks. Allora, qualcosa scattò nella mente dei neozelandesi: che con l’aiuto di uno psicologo – il ‘guru’ Ceri Evans – riuscirono a superare il trauma. E diventarono imbattibili. Dalla prima edizione del 1987 e per 20 anni, hanno vinto 2 volte l’Australia e il Sudafrica, una l’Inghilterra e la Nuova Zelanda, che partiva sempre favorita ma dopo il successo del torneo inaugurale (in casa) era sempre rimasta a bocca asciutta. Dopo Cardiff, nella seconda èra, non c’è più stato scampo: solo trionfi Blacks (2011, 2015). Partono di nuovo favoriti.  Però, questa volta è diverso.

Sette bellezze per una Coppa

Quella che scatta venerdì in Giappone è la Coppa del Mondo più equilibrata di sempre: 7 squadre puntano a vincerla, e tra queste ce ne sono 4 – a parte gli All Blacks, naturalmente – che ne hanno tutto il diritto. Il muscolare Sudafrica, si è appena preso il Rugby Championship (il Quattro Nazioni, per intenderci). L’Irlanda ha saputo replicare il modello neozelandese. Il Galles qualche mese fa ha trionfato nel Sei Nazioni, e poi ha il Dna ovale. La ricca Inghilterra di Eddie Jones. Un gradino più sotto, Australia e Francia. L’avversario che nessuno vorrebbe mai incontrare è l’Argentina, ma pure la Scozia è ambiziosa e complicata da affrontare. Samoa e Fiji, nonostante siano state depredate dei loro migliori talenti, possono dare dei grattacapi a chiunque.

Rugby, Mondiale al via: All Blacks squadra da battere, ci provano in sei

I giocatori della Nuova Zelanda al tempio Zojoji a Tokyo

I numeri degli All Blacks

La Nuova Zelanda è favorita e forte di numeri straordinari: negli ultimi 10 anni ha giocato 141 incontri vincendone 121 (85,8%), pareggiandone 4 e perdendone 16. In media per ogni partita rifila 7 mete e ne subisce una sola. Ma nell’ultimo anno solare è stata sconfitta in 3 occasioni: prima dal Sudafrica, poi dall’Irlanda, infine dall’Australia. Risultati cui vanno aggiunti 2 successi col batticuore (Inghilterra, Argentina) e un pari (Sudafrica). Gli Imbattibili cominciano a dubitare o semplicemente hanno nascosto le loro carte in attesa di calare quando il gioco si farà duro?

I gironi e le 48 partite

Venti nazioni al via, divise in 4 gironi da 5: le prime 2 classificate vanno ai playoff. Si comincia venerdì sera (in Italia saranno le 12.30) all’Aijinomoto Stadium di Chofu con Giappone-Russia, si chiude il 2 novembre all’International Stadium di Yokohama perché quello di Tokio lo stanno preparando per le Olimpiadi. La pool più interessante tecnicamente è la C, con Inghilterra, Francia ed Argentina (più Tonga, Usa). Nella pool A, chi farà compagnia all’Irlanda tra Giappone, Scozia e Samoa? Più scontati gli altri due raggruppamenti: nella pool D, Australia e Galles non dovrebbero essere impensierite più di tanto da Fiji; nella pool B, è ragionevole pensare che Nuova Zelanda e Sudafrica faranno meglio dell’Italia. I quarti di finale promettono meraviglie: si possono ipotizzare già ora un Inghilterra-Australia, un Sudafrica-Irlanda, un Galles-Argentina. E allora, giocando un po’ con le previsioni: Nuova Zelanda-Inghilterra in semifinale, così come Sudafrica-Galles.

Tante ‘stelle’ e già un vincitore

Sono tanti i campioni da riconoscere o da scoprire. Tra i probabili protagonisti Ardie Savea per gli All Blacks, la terza linea inglese Curry e la seconda Itoje, il gallese Biggar, il figiano Radradra, l’argentino Matera, il sudafricano Kolbe.  Ma vale la pena di fare il tifo soprattutto per Nasi Manu, terza linea tongana che gioca in Italia nel Benetton Treviso: solo un anno fa si era sottoposto a una delicata operazione chirurgia seguita da un intenso ciclo di chemioterapia, i suoi compagni di squadra avevano voluto rasarsi il capo a zero in segno di solidarietà. Ha reagito favorevolmente alle cure, qualche mese fa ha ripreso ad allenarsi ed è stato convocato nella Nazionale del proprio paese. Potrebbe addirittura partire titolare nel match di apertura per Tonga, contro l’Inghilterra. Nasi il suo mondiale lo ha già vinto.

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