TOKYO – Arigatogozaimas: grazie, Giappone. L’empatica avventura mondiale della spettacolare squadra di casa – così veloce, tecnica, divertente – si ferma ai quarti di finale col muscolare ed esperto Sudafrica, che allo stadio di Tokio fa la differenza nella ripresa e chiude con un eloquente 26-3. Ma il XV del Sol Levante si guadagna l’applauso di tutti: ha dimostrato che un altro rugby è possibile, e l’Italia farebbe bene a prendere esempio. Gli Springboks domenica prossima affronteranno il Galles, che ha battuto la Francia d’un solo punticino (20-19) in un finale batticuore. Sarà un secondo scontro tra i due emisferi ovali, così come quello dell’altra semifinale fra Nuova Zelanda e Inghilterra.

 De Klerk, un folletto indemoniato

 Non sono mancate determinazione e coraggio a Leitch & Co., che hanno affrontato la corazzata sudafricana puntando tutto su di un ritmo indiavolato, tanto in difesa quando in attacco. I Boks sono andati subito in vantaggio con una meta di Mapipbi, che ha avuto la meglio di Tamura nello scontro diretto: pareva una partita scontata, invece. Incroci vertiginosi palla in mano, traversoni solo all’apparenza folli, scelte di gioco da lasciare a bocca aperta: se volevano stupire, i ragazzi di Jamie Joseph ci sono riusciti. E anche i Boks, che vogliono il titolo, sono rimasti sopresi dal vigore dei padroni di casa. Tamura ha accorciato le distanze su punizione, approfittando di un cartellino giallo a Mtawarira, poi nel finale Barnes ha inspiegabilmente annullato una meta a De Allende permettendo ai nipponici di chiudere sotto di soli 5 punti (3.8). I biancorossi hanno pagato lo sforzo fisico del primo tempo, crollando nella ripresa sotto le punizioni di Pollard e le mete di Faf de Klerk (migliore in campo) e ancora Mapimpi.

 Leitch: “Orgoglioso di questo ragazzi”

 “Ci siamo fatti scappare un paio di mete: il risultato finale non riflette la vera differenza tra le 2 squadre”, commenta uno spietato Rassie Erasmus, allenatore del Sudafrica. “E’ stata una lunga e dura battaglia”, ammette il capitano dei Boks, Siya Kolisi. Michael Leitch, il suo omologo giapponese, abbraccia uno ad uno i compagni: “Sono davvero orgoglioso di quello che la mia squadra è riuscita a fare in questo torneo”. E Jamie Joseph, il coach, quasi si commuove: “Giù il cappello davanti a questi ragazzi e a quello che sono riusciti a fare”. Il Giappone ha raggiunto l’8° posto nel ranking mondiale. Gli azzurri – che a loro volta erano stati sconfitti dal Sudafrica, ma 49 a 3 – sono molto più lontano, dodicesimi.

 Meta di Moriarty; come suo padre, 32 anni fa

 Nel 2011 il Galles era stato condannato dal cartellino rosso rifilato a Sam Warburton, questa volta è l’indisciplina del francese Vahaamahina a spegnere il sogno mondiale dei Bleus. I gallesi, partiti da favoriti, sono stati messi in difficoltà prima dalla difesa aggressiva transalpina e poi dall’abilità dei loro avversari nello sfruttare i pochi ovali a disposizione. La Francia ha subito sorpreso tutti con una meta di forza della seconda linea che poi sarebbe stata espulsa, ma l’apertura Ntamack – figlio d’arte – ha fallito la trasformazione. Una seconda segnatura di Ollivon ha permesso ai Galletti di portarsi comunque sul 12-0, e i Dragoni – forse troppo emozionati, comunque confusi per tutto l’incontro – si sono aggrappati alla meta di Wainwright. Nella ripresa i francesi sembravano gestire la situazione, quando Vahaamahina ha prima stretto il collo e poi rifilato una gomitata a Wainwright, meritando d’essere cacciato. Il Galles però non è riuscito a sfruttare la superiorità numerica, soprattutto per merito degli indomiti e talentuosi Bleus. Che hanno capitolato solo a 6 minuti dal termine, dopo la meta di Moriarty trasformata da Biggar. Che rimpianti, per i francesi: Ntamack ha sprecato almeno 5 facili punti su punizione.

“Oggi hanno perso i migliori”

 “Oggi la squadra migliore ha perso”, è stata l’esemplare ammissione di Warren Gatland, allenatore del Galles. Ross Moriarty è stato eletto Man of the Match: è la sua prima meta per il Galles, 32 anni fa suo padre Paul ne segnò un’altra che permise ai Dragoni di vincere e sempre per un solo punto di scarto! “Sono così triste per i miei compagni e i tifosi francesi venuti qui in Giappone”, si è quasi scusato Guihelm Guirado, capitano dei Bleus. “Nel primo tempo abbiamo giocato in maniera fantastica, e forze avremmo dovuto aumentare lo scarto dai nostro avversari. E’ veramente dura, chiudere così il nostro mondiale”.

Fonte