“Stop al glifosato. Sì all’agricoltura verde. Il glifosato, l’erbicida più usato al mondo, è sotto accusa come cancerogeno. La Monsanto che lo produce, ora della Bayer tedesca, è stata condannata in California. Il governo italiano intervenga subito. Noi, come Regione Toscana faremo subito un provvedimento per escludere dai premi del Piano di Sviluppo Rurale le aziende che ne facciano uso”. Lo scrive su Facebook Enrico Rossi con evidente riferimento alla condanna inflitta alla multinazionale Monsanto da un giudice di San Francisco.

“La Toscana era già sulla strada giusta”, spiega Rossi, “ma adesso continuerà con convinzione ancora maggiore”.
Sulla linea del governatore anche Legambiente, che ricorda come pure il ministro Di Maio abbia a cuore la battaglia contro l’uso del diserbante. “Ben venga quanto dichiarato dal vicepremier Di Maio di voler combattere l’invasione del glifosato in Italia, ora però si passi davvero e al più presto dalle parole ai fatti”, dice Angelo Gentili, responsabile nazionale agricoltura di Legambiente da Festambiente, la kermesse in corso a Rispescia (Grosseto), commentando la condanna inflitta da un giudica della California alla multinazionale Monsanto.

“Chiediamo – prosegue Gentili – una svolta decisiva da parte del nostro Paese nel vietare in maniera definitiva e totale questo pericoloso erbicida, vista anche la sentenza storica arrivata nelle scorse ore dal tribunale di San Francisco che ha condannato la Monsanto ad un maxi risarcimento ad un malato di cancro. L’Italia non perda questa importante occasione per tutelare la salute dei cittadini, dell’ambiente e dell’agricoltura di qualità, dando così l’esempio agli altri Paesi e soprattutto all’Europa che conserva ancora l’idea che il glifosato sia indispensabile per l’agricoltura e soprattutto che non sia pericoloso per la salute, tanto da averne autorizzato l’uso per ben cinque anni”.

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