UNA piattaforma che educa il sistema immunitario del paziente a riconoscere il tumore del colon-retto, per studiarne i meccanismi di resistenza e diventarne ‘predatore’. Questo il migliore progetto di ricerca, tra i 5 vincitori della prima edizione di Research to Care. Il premio di mezzo milione di euro, promosso da Sanofi Genzyme a favore della ricerca scientifica indipendente italiana, è stato assegnato oggi nella Sala di Santa Maria in Aquiro del Senato.

Accanto a quello di Carmine Carbone, ricercatore del Comprehensive Cancer Center dell’Irccs Policlinico Gemelli di Roma, valutato come il miglior progetto in assoluto, a dividere il premio di 500.000 euro saranno altri 4 progetti tra gli oltre 250 candidati. Nell’area dell’oncologia, il premio è andato a Enrica Migliaccio, ricercatrice di oncologia sperimentale dell’Istituto Europeo di Oncologia di Milano e al suo progetto che mira a utilizzare i pesci tropicali Zebrafish per testare in modelli preclinici nuovi farmaci immunoterapici. Per l’area immunologia, è stata premiata Francesca Santoni de Sio, oggi all’Irccs San Raffaele, per uno studio sul ruolo dell’epigenetica nell’artrite reumatoide.

Per le malattie rare, a ricevere il premio è stata Alessandra Biffi, che dirige oggi la Clinica di Oncoematologia Pediatrica dell’Ospedale di Padova: la sua ricerca utilizza staminali del sangue per una sperimentazione preclinica nella Gangliosidosi GM1 infantile, malattia degenerativa, dovuta ad accumulo lisosomiale. Infine, per l’area neurologia, il premio è andato a Giovanni Ferrara, ricercatore dell’Irccs San Martino di Genova, per un progetto che mira a investigare gli anticorpi anti-NG2 come biomarker per la progressione della sclerosi multipla. La giuria indipendente, presieduta da Bruno Dallapiccola, direttore scientifico dell’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù, ha assegnato i premi sulla base di una serie di criteri, come la possibilità di tradurre in pratica i risultati ottenuti. Con Research to Care, commenta Enrico Piccinini, general manager di Sanofi Genzyme, “abbiamo voluto premiare la ricerca italiana e indipendente”.

Oggi, aggiunge, “viviamo una rivoluzione della ricerca medica, in cui terapie sempre più mirate e personalizzate ci consentiranno di sfidare malattie considerate incurabili”.

 

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