MILANO – È un Michel Platini a 360° quello che si racconta alla trasmissione “Che tempo che fa” su Rai 2. L’ex presidente dell’Uefa nel 2015 era stato sospeso da tutte le attività legate al calcio per otto anni (poi ridotti a quattro dal Tas di Losanna) per aver violato il codice etico Fifa. “Io non ero accusato, ma semplicemente testimone, le accuse erano rivolte a Blatter. Ho sempre pensato di essere un uomo libero. Non sono uscito per questo dal calcio. Il calcio non appartiene alla Fifa. La giustizia sportiva non mi voleva come presidente della Fifa. Ad un certo punto era il mio destino cambiare qualcosa nel calcio. Un calciatore che finalmente poteva decidere qualcosa in un mondo gestito da dirigenti”.

“A 64 anni voglio un’ultima avventura”

Platini era stato indagato per aver ricevuto 2 milioni di franchi svizzeri (circa 1,8 milioni di euro) nel 2011 dall’allora presidente della Fifa Blatter per consulenze del periodo 1998-2002. A maggio dello scorso anno il dirigente francese è stato scagionato dalla giustizia svizzera dalle accuse di corruzione. Tuttavia i pm elvetici fecero sapere che il caso Platini non era definitivamente chiuso. I quattro anni di sospensione sono terminati a ottobre scorso. “Con Blatter non c’è più rapporto – ammette “Le Roi” -. Lo stesso con Infantino. Quando sei presidente dell’Uefa e ti fanno fuori è dura. Ho sofferto un mese. Tante accuse, poi ho capito da dove venivano e ho iniziato a difendermi. Quando sono stato assolto dalla giustizia ordinaria svizzera ho iniziato il mio contropiede. Ho 64 anni, vorrei un’ultima avventura, ma non posso sbagliare e ci devo pensare bene”.

“Var è una bella ca….”

Platini, che come Blatter, non ha mai visto di buon occhio la tecnologia in campo, ha poi commentato l’introduzione del Var. “Il Var non risolve le cose, le sposta – attacca il francese -. Ci vogliono 30 minuti per spiegare, perché non sono d’accordo. Penso che non si ritornerà mai indietro, ma penso che è una bella ca….”.



Fonte