Visto come somiglia al ragazzino?” chiedeva, orgogliosa, la 31enne ai conoscenti che la incontravano in strada, dopo il parto del suo secondo figlio. Il “ragazzino” è l’allievo al quale si era offerta di dare ripetizioni di inglese, in vista dell’esame di terza media. L’adolescente del quale lei, sposata dal 2007 e già madre di un bimbo di soli 4 anni più piccolo della sua “conquista”, si era innamorata. Nel quartiere appena fuori Prato si rincorrono le voci, la gente bisbiglia e l’anonimato che fin qui ha tentato di proteggere i protagonisti di questo tsunami sembra non aver funzionato. “Era lei a farci notare la somiglianza del neonato con lo studente che andava a fare lezioni a casa sua – racconta una donna -. Quel piccolino nato ad agosto, così chiaro, era diverso da tutti di loro. E lei non lo nascondeva, anzi”.

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