(di Patrizia Perilli) –
“Le sentenze si devono accettare e non si possono commentare, ma penso di non avere alcuna responsabilità. Mi sono sempre comportato da soldato prima che da comandante, come la mia etica militare mi impone, difendendo tutti i miei dipendenti, qualunque sia la casacca”. Il generale Bruno Stano è ancora disorientato. All’indomani della sentenza della Corte di Cassazione che lo condanna a risarcire le famiglie delle vittime della strage di Nassiriya, avvenuta il 12 novembre 2003 e nella quale morirono 19 italiani (12 militari dell’Arma, cinque dell’Esercito e due civili), l’ufficiale, che nel 2003 era comandante del contingente italiano in Iraq, parlando con l’Adnkronos afferma: “Non mi sento in colpa”. Questi anni di processo sono stati “un dolore continuo e costante. Non è possibile immaginare cosa ho vissuto e con me la mia famiglia”.

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