“Sto bene, sto un po’ meglio: mi sento frastornato dalla eccessiva libertà, devo ancora abituarmi, vorrei andare al cinema, anche solo a mangiare al ristorante. In fondo, la libertà che cos’è? Andare al cinema, andare al ristorante…cosa mi è mancato in questi anni? Sapete che non lo so…”. Marcello Dell’Utri si ferma a parlare con i cronisti uscendo dallo studio del suo legale Francesco Centonze, a Milano. E’ il suo primo giorno di libertà dopo aver scontato oltre cinque anni di condanna per concorso esterno in associazione mafiosa, questa mattina ha lasciato l’appartamento di Milano 2 uscendo direttamente in auto dal garage per evitare l’assalto dei cronisti. Ma a sera è più rilassato e racconta: “Mi sto curando. Approfitto della vostra gentilezza per salutare i miei colleghi carcerati che ho lasciato, io sono uscito mentre loro sono rimasti in galera, saluto tutti affettuosamente”. In tanti l’hanno chiamato da quando, stamattina, ha potuto riaccendere il telefono: “Sono assillato dalle telefonate, dai giornalisti soprattutto ma anche da tantissime persone e amici”.

Milano, Dell’Utri torna libero e saluta i carcerati: “Un abbraccio a tutti”. “La mafia? Fa schifo”

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E’ libero Dell’Utri, ma dovrà aspettare l’udienza fissata per il 12 dicembre dal magistrato di Sorveglianza di Milano per valutare se è socialmente pericoloso. E quindi se applicare o meno l’eventuale misura di sicurezza della libertà vigilata con le relative prescrizioni. Il fascicolo di Dell’Utri è di competenza del giudice Giulia Turri. Marcello Dell’Utri, da oggi libero, sta bene e avrebbe intenzione di evitare uscite pubbliche per una decina di giorni. All’ingresso del palazzo di Milano 2, l’ex senatore di FI ha ricevuto il provvedimento di scarcerazione. Dell’Utri ha ricevuto il provvedimento di scarcerazione nell’abitazione di Milano 2 a Segrate, dove dal 2018 era ai domiciliari per motivi di salute. Dopo la notifica l’ex senatore di Forza Italia è uscito in auto, passando dalla rampa dei garage, lasciando così per la prima volta da uomo libero dopo oltre un anno l’appartamento di sua moglie, Miranda Ratti, che ora è a Santo Domingo.

Quanto agli studi universitari intrapresi da poco all’Università di Bologna, Dell’Utri ha raccontato di avere già sostenuto sette esami. “Proseguirò gli studi a casa. In questi anni le commissioni d’esame sono venute in carcere, uno solo l’ho dato a Bologna, me l’hanno consentito durante i domiciliari”. “Non ho niente da dichiarare su questo”, ha commentato Dell’Utri, ha risposto a chi gli chiedeva conto della scelta di Silvio Berlusconi di avvalersi della facoltà di non rispondere nel processo d’appello in corso a Palermo sulla presunta trattativa Stato-Mafia che lo vede imputato.

Nell’udienza del prossimo 12 dicembre, che è a porta chiuse, non è necessario che l’ex senatore sia presente. In aula ci saranno invece i suoi legali, in particolare Alessandro De Federicis che si occupa dell’esecuzione della pena, e un pm per discutere sull'”attualità” della pericolosità sociale dell’ex senatore il quale non ha però chiuso i suoi conti con la giustizia: per esempio deve affrontare ancora il processo per la cosiddetta trattativa Stato-mafia che in primo grado gli ha portato la pena di 12 anni. La valutazione se sia o non sia ancora socialmente pericoloso è il presupposto per l’applicazione della misura di sicurezza della libertà vigilata e delle relative prescrizioni. Valutazione che spetterà al giudice Giulia Turri che, sul caso, ha già avviato un’istruttoria prevista.

Milano, le prime immagini di Marcello Dell’Utri tornato in libertà: “Mi sto curando”

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La casa di Dell’Utri è in una delle torri del complesso residenziale realizzato negli anni ’70 da Silvio Berlusconi, di cui l’ex senatore era stretto collaboratore e con cui una ventina d’anni più tardi avrebbe fondato Forza Italia. Un complesso di palazzi di colore rosso mattone con appartamenti da 300 metri quadrati in su, non lontano dall’ospedale San Raffaele, immerso in un parco silenzioso, ricco di pini e siepi. Altrettanto curato, con composizioni di piante grasse, un presepe e un albero di Natale, è l’atrio all’ingresso del palazzo, da cui in mattinata sono usciti diversi condomini e domestici, decisamente restii a parlare o dare informazioni di alcun tipo su Dell’Utri. “Ha pagato solo lui per il sistema. Era troppo buono, altri erano più colpevoli di lui”, si è limitato a osservare un anziano residente del palazzo.

 

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